2019-07-05

Anche se da 14 anni ormai non siede più sui banchi del consiglio comunale, continua a fare politica da dietro le quinte. Un passato da consigliere, quando ricopriva la carica di presidente della commissione Ambiente, è stato anche presidente di circoscrizione (quando c’erano ancora) a Segrate Centro. Tra i fondatori del club “11 settembre”, Marcello Ruberto attualmente è vice segretario cittadino di Forza Italia, nonché presidente del Club locale “Forza Silvio”, per il quale ha un amore viscerale. Basti pensare che ha chiamato il suo cane Dudù, proprio come quello del Cavaliere. Sentiamo un po’ cosa ci racconta.
Partiamo da un dato di fatto: Forza Italia a Segrate è in apnea...
«Vero. Però, va anche detto che, tra i  28 Comuni della Martesana, Segrate è quello dove ha raccolto la percentuale di voti più alta, attestandosi sul 12%. In altre realtà ha preso anche il 6%. E, comunque, ha pagato una serie di sfortune che hanno condizionato anche il voto delle Europee».
Quali sono queste sfortune?  
«Un mese prima del voto Berlusconi è stato ricoverato per un intervento delicato e non ha potuto fare campagna elettorale come, per esempio, ha fatto Salvini. Anche se Silvio non si sarebbe appoggiato alle forze dell’ordine per i suoi spostamenti».
Ha parlato di sfortuna al plurale... Cosa altro avrebbe inciso?
«Anche i tre avvisi di garanzia ad altrettanti uomini di punta del partito, a 20 giorni dalle elezioni, di certo non hanno giovato. Senza dimenticare che anche l’arresto di Formigoni è stata una mazzata. Sono cose che non si possono dimenticare, se si vuole analizzare l’esito delle urne».
Avvisi di garanzie e arresti possono bastare per spiegarlo?
«In questi giorni hanno arrestato il presidente del consiglio comunale di Piacenza, in forza a Fratelli d’Italia. Pensa che se fosse accaduto a ridosso del voto, FdI avrebbe raccolto lo stesso consenso? E comunque la causa principale è Berlusconi. Lui è Forza Italia e Forza Italia è lui».
Ma ha senso identificare un partito con una persona? Non è, appunto, pericoloso?
«Teoricamente sì, ma nella pratica rispondo di no. In questi anni Berlusconi ha preparato il terreno per tanti suoi possibili sostituti, ma tutti hanno cercato di pugnalarlo alla schiena, sperando di prendere anticipatamente il suo posto. E pensare che, con gli alleati, ha sempre praticato il principio della pari dignità, concedendo ruoli di prestigio anche a chi aveva percentuali irrilevanti. La verità è che Berlusconi è un generoso: dovrebbe applicare il manuale Cencelli, ottieni a seconda di quanto conti».
Il giorno che Berlusconi deciderà di lasciare la politica, quindi, Forza Italia sparirà?
«Questo non lo credo. Presto cambieremo lo statuto e inseriremo le primarie al nostro interno. Tra Gelmini, Carfagna e Toti uscirà il nostro nuovo leader».
Torniamo a Segrate: come Forza Italia vi state preparando per le amministrative?
«Certo. E lo facciamo con la consapevolezza che la Lega si presenterà forte della sua percentuale superiore al 30%. In zona, tuttavia, si voterà in 23 Comuni: non potranno pretendere di avere 23 candidati sindaco».
Mi sta dicendo che, a Segrate, Forza Italia rivendicherà la poltrona di sindaco?
«Sto dicendo che ci sarà una trattativa per arrivare a una soluzione condivisa e concordata e che, come Forza Italia, abbiamo una rosa di nomi validi e incontestabili, in grado di fare bene. Insomma, la Lega dovrà presentare un nome altrettanto spendibile, altrimenti Segrate è giusto che sia tra quei Comuni dove il Carroccio dovrà fare un passo indietro».
Un candidato pronto a dare battaglia per riprendere il palazzo, insomma...
«Un galantuomo, proprio come è l’attuale sindaco Paolo Micheli. Vorrei che la competizione si svolgesse tra due persone corrette, pronte a darsi battaglia leale e a stringersi la mano una volta che i segratesi avranno fatto la loro scelta».
Guardando un attimo, ora, in casa vostra, cosa pensa dei vostri consiglieri? È vero che fare opposizione non è semplice, ma non sentire neppure un intervento durante la discussione del Bilancio, non è stato imbarazzante?
«Abbiamo fatto una figuraccia e, purtroppo, non è stata l’unica. Sono amareggiato. Va detto che su tre consiglieri comunali che abbiamo, due non sono neppure iscritti a Forza Italia, mi riferisco a Trebino e Del Giudice, e uno, De Felice, è un neofita. Forse abbiamo sbagliato qualcosa quando abbiamo stilato le liste dei candidati».
Che giudizio dà della giunta Micheli?
«Molte cose che hanno fatto, le condivido. Hanno vinto le elezioni parlando di “zero consumo del territorio” e mi trovano d’accordo. Si costruisce se c’è un’esigenza reale, non per ottenere oneri di urbanizzazione. E hanno operato bene anche sulla comunicazione riguardo le loro idee sulla questione ambientale. La gente è molto sensibile sul tema, e a ragione. Micheli ha interpretato questa sensibilità e, infatti, è stato premiato».
Detto così, è un giudizio positivo. Eppure alcuni esponenti di minoranza accusano questa giunta di non aver fatto crescere Segrate. Su questo concorda?
«Come si fa a operare quando si trovano i cassetti vuoti? In realtà è giusto criticare le passate amministrazioni, tra cui anche quella in cui ero consigliere comunale, perché si è costruito tanto, ma facendo una serie di mutui che Micheli ha dovuto estinguere».
Insomma, cosa vi differenzia?
«Io resto di destra e lui di sinistra. Anche se definire Micheli di sinistra, mi fa sorridere. Ci differenziano alcune visioni politiche, ma questo non vuol dire negare che Micheli sia un signore».
Cosa pensa, invece, dell’attuale governo Lega-M5S?
«Che Salvini sta portando avanti l’80% delle idee che erano nel programma che aveva stipulato insieme a Forza Italia, FdI e Noi Italia. Il M5S, invece, mi pare che si sia ridimensionato. Non credo che questo governo cadrà, nessuno di quelli che sono al potere vuole andare a casa».
E, tra un anno, a Segrate cosa accadrà?
«Intanto, da ottobre in poi dobbiamo intensificare le trattative nel centrodestra per trovare un candidato e un programma, poi dovremo capire le tante liste civiche che sorgeranno da che parte intendano stare. E, come Forza Italia, mi piacerebbe vedere tanti giovani che riconoscano di avere ricevuto tanto da Segrate e siano pronti a ridare indietro. Poi, chiaro che auspico vinca un sindaco di centrodestra, ma se venisse riconfermato Micheli gli stringerò la mano e lo riconoscerò come il mio sindaco».
Lei si candiderà?
«Per ora no comment».