06 Settembre 2019

Nell’era degli auricolari di ogni dimensione, del bluetooth e dei vivavoce con un’acustica pressoché perfetta, c’è ancora qualcuno che si ostina a usare il telefonino mentre si trova alla guida della sua auto, tenendolo in mano. E, per giunta, quando viene fermato, invece di scusarsi e ammettere l’errore, arriva a insultare e minacciare pesantemente le forze dell’ordine.
Esattamente come è avvenuto la scorsa settimana in via Don Sturzo, a Cernusco sul Naviglio, quando una pattuglia della polizia locale ha notato un uomo al volante che parlava con il cellulare. Inevitabile lo stop per contestargli l’infrazione. A essere colto in fallo un portoghese 48enne, residente a Carugate, che fin da subito ha mantenuto un comportamento irriguardoso. I ghisa non si sono fatti intimorire e gli hanno spiegato cosa gli stavano contestando. Per tutta risposta l’automobilista ha iniziato a  usare un turpiloquio che molto presto è sfociato in vere e proprie offese nei loro confronti.
E la manfrina è proseguita, quando ha visto uno dei due vigili iniziare a compilare il verbale. Le parolacce sono state sostituite da una serie di frasi davvero gravi. Il portoghese, che parlava correttamente l’italiano, ha esplicitamente minacciato di morte l’agente, asserendo addirittura di volerlo seguire fin sotto casa per fargliela pagare.
Visto che l’uomo non sembrava volersi calmare, i due vigili hanno chiesto il supporto di un’altra pattuglia, giunta sul posto in pochi minuti. Davanti ai quattro tutori dell’ordine, il 48enne ha finalmente iniziato ad abbassare i toni, fino a rendersi conto che non era il caso di continuare nel suo comportamento. Ma ormai la frittata era fatta. Gli è, infatti, stata comminata una salata sanzione amministrativa perché guidava mentre parlava al telefonino,  con conseguente decurtazione di 5 punti dalla patente. E, ciliegina sulla torta, si è beccato anche una denuncia per minaccia a pubblico ufficiale.



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