05 Luglio 2019

Ho modificato l’interrogazione il mattino del consiglio perché riportava la richiesta di una presa di posizione sull’operato della consigliera Malcangio. Però resto perplessa e non si capisce per quale motivo, nella conferenza dei capigruppo, la Lega avesse approvato il testo per poi sollevare il caso pochi giorni dopo». A parlare è la consigliera comunale di Vivere Cernusco, Chiara Beniamino, accusata la scorsa settimana dalla collega del Carroccio, Paola Malcangio, di aver cercato di mettere in un angolo il sindaco Ermanno Zacchetti, chiedendogli di censurare il suo comportamento nell’ambito delle sue funzioni. «Ho modificato l’interrogazione, ma il suo senso non cambia», prosegue Beniamino, «come Vivere, ci schieriamo in sostegno di insegnanti e professionisti, di genitori e di quanti si adoperino per costruire una società dell’accoglienza e non appoggiamo invece, quanti promuovano odio e paura del diverso». Anche la scelta di Malcangio di presentarsi in aula con una maglietta su cui era riportato in arabo il testo di “Bella ciao”, suscita il disappunto della collega di maggioranza: «Quella maglietta non riportava la scritta “Bella Ciao”: avendo studiato arabo per 4 anni ho potuto tradurre. Quindi, anche il tentativo della provocazione ha lasciato il tempo che ha trovato. Forse certe nobili canzoni, che non c’entrano con l’argomento in questione, sarebbe meglio non citarle nemmeno». Infine, Beniamino spiega le motivazioni per cui era la firmataria dell’interrogazione, condivisa da tutti i componenti di Vivere: «La prima è che, da esperta facilitatrice linguistica, ho studiato e conseguito il titolo di insegnante di italiano per stranieri alla Ca’ Foscari di Venezia nel 2011, ho lavorato al progetto in questione per diversi anni e conosco perfettamente come funziona e come è realizzato. Ci  tengo a sottolinearlo, non per vantarmi quanto perché, quando si accusa o si parla di qualcosa che si conosce poco, prima bisognerebbe documentarsi, ma purtroppo, quando si tratta di argomenti inerenti la scuola o i servizi sociali, ci sentiamo tutti esperti in materia. Lo sforzo che bisognerebbe fare è proprio quello di evitare falsi allarmismi e, prima, informarsi. E poi, come lista civica, sosteniamo da sempre l’autonomia scolastica e quindi non accettiamo l’interferire nell’operato professionale degli insegnanti per propaganda politica. La domanda posta al sindaco era in questa direzione, ovvero una conferma di quanto già operi l’attuale amministrazione. Quindi nessuna “stretta” verso il sindaco, che sapevo avrebbe risposto come ha fatto».



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