11 Gennaio 2019

Più di 100 persone, strette strette a sentire parlare di progetti, iniziative e solidarietà vicina e lontana. È quanto successo domenica 6 gennaio, a Villa Fiorita, che per l’occasione ha ospitato uno speciale pranzo organizzato dall’associazione Cachoeira De Pedras a sostegno di Pé No Chao, che letteralmente significa “piede per terra”.
Il pranzo, primo appuntamento dell’anno nella Villa, è infatti servito a raccogliere fondi per il progetto portato avanti a Recife, una delle città più note e popolose del Brasile, dove il tasso di violenza è particolarmente elevato. Il progetto mira a sottrarre bambini e ragazzi fino a 17 anni dalle situazioni difficili in cui possono imbattersi, con un percorso educativo portato avanti attraverso l’arte, in particolare con la danza e il suono delle percussioni. Un’iniziativa che va avanti oramai da 20 anni e che l’associazione cernuschese ha sposato e sostiene da sempre.
Cachoeira de Pedras, infatti, sviluppa progetti di solidarietà in Brasile, favorisce l’integrazione dei migranti, sensibilizza la comunità su tematiche quali la giustizia sociale e l’interazione tra culture, promuove iniziative di carattere sociale e culturale quali spettacoli teatrali e musicali, dibattiti e mostre. A Cernusco l’associazione è nota, in particolare, per l’evento annuale “La rivoluzione in bicicletta” e per il banchetto di libri usati. Presente all’evento anche don Sandro Spinelli, che ha raccontato ai tanti presenti diverse storie di giustizia e solidarietà, raccogliendo grande attenzione.
«Una grande soddisfazione vedere una partecipazione così massiccia» ha raccontato Danilo Radaelli, portavoce di Cachoeira De Pedras. «A un certo punto abbiamo dovuto chiudere le iscrizioni al pranzo e, nonostante questo, molte persone sono venute ugualmente, solo per ascoltare le parole di don Sandro. Ma come è bella l’umanità».
Una Cernusco con il cuore grande, dunque, come del resto era già stato dimostrato la notte di Capodanno, quando oltre 85 persone povere o sole hanno potuto, grazie alla Caritas cittadina, partecipare e un pranzo degno delle festività. Un’iniziativa che si ripete da sette anni a questa parte.
Eleonora D’Errico



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