15 Ottobre 2020

 

Partendo dal riconoscimento di Cernusco Città Europea dello Sport 2020, sarebbe dovuto essere un anno indimenticabile, ricco di iniziative e riconoscimenti. Invece questo 2020 sarà indimenticabile per motivi ben più tristi, che tutti purtroppo sappiamo. E allora proviamo a ripercorrere alcune tappe insieme al sindaco Ermanno Zacchetti.

Se si volta indietro e ripensa ai mesi del lockdown, che sensazioni prova?

«La città di Cernusco pensava di vivere un anno straordinario, a conclusione di oltre 2 anni di lavoro. Invece da un giorno all’altro tutto il nostro modo di pensare è cambiato ed è stato stravolto. Ricordo come fosse ieri quando hanno convocato tutti i sindaci  in Regione per metterci a conoscenza di quanto stava accadendo. E da quel momento siamo stati proiettati in un terreno completamente inesplorato. Ripenso a quei mesi con grande angoscia, perché dopo aver lavorato per creare tanti momenti di bella aggregazione, dover avvisare i miei concittadini che si chiudeva tutto e che si doveva rimanere in casa è stato sconvolgente».

Senza contare le responsabilità che si è trovato a gestire, immagino...

«Già. Una tensione incredibile. Ogni decisione che si doveva prendere aveva delle conseguenze pesanti sulle persone. Di quei giorni, però, ricordo anche tanti messaggi di chi magari aveva solo bisogno di un po’ di vicinanza, ma anche di chi ci incoraggiava. Emotivamente sono stati mesi intensi, ma sotto un altro aspetto anche emozionanti».

Mi spiega in che senso?

«Che gli esempi di solidarietà di associazioni, imprenditori e semplici cittadini si sono moltiplicati. Ogni settimana venivano effettuate 200 consegne di generi alimentari o farmaci a persone in quarantena. La città ha risposto in maniera significativa, nonostante molti di noi sono stati colpiti da lutti o comunque angosciati da persone care che stavano lottando contro il virus».

A settembre, insieme ad altri sindaci, lei è stato a Codogno, primo Comune in cui è stato accertato un focolaio che fu completamente isolato. Ha percepito una città decisamente più provata rispetto, ad esempio, a Cernusco?

«Andare a Codogno è stato un modo simbolico per sancire una ripartenza, proprio dal posto inizialmente più colpito. Le testimonianze che ho sentito, in effetti, erano decisamente più cariche di dolore e di morte. L’impatto che hanno avuto i codognesi con il coronavirus è stato, senza alcun dubbio, più forte che altrove. Essere andati a Codogno è stato importante per manifestare la nostra vicinanza ai suoi cittadini, ma anche per noi che abbiamo tastato con mano la loro sofferenza».

Torniamo al presente: al momento com’è la situazione a Cernusco?

«Se guardiamo i numeri che ci vengono forniti da Ats e dai medici di base, la situazione è seria, ma sotto controllo. Però non dobbiamo abbassare la guardia, nè venire mai meno al senso di responsabilità nei comportamenti individuali».

Però strascichi ce ne sono ancora e ce ne saranno per molto...

«Vero. La coda lunga che porterà con sé il distanziamento sociale, inciderà sul nostro essere comunità. Basti pensare che come sindaco ogni fine settimana avevo l’agenda piena di impegni ed eventi, mentre ora si è decisamente svuotata. C’è un vuoto di relazioni interpersonali che andrà colmato in qualche modo».

Vogliamo spendere qualche parola sul tema scuola, che è tanto di attualità?

«Quest’estate, insieme agli uffici comunali e alle direzioni dei 2 istituti scolastici, abbiamo fatto un lavoro importante, accorgendoci perfino di anticipare i decreti ministeriali che uscivano di volta in volta. Il nostro obiettivo era far sì che a settembre, se ci fossero stati problemi, non sarebbero dipesi da noi. Abbiamo abbattuto muri, alzato pareti, lavorato sui trasporti, sull’avere tutti gli educatori per i ragazzi disabili, sui vialetti di entrata. Per noi è stata una grande soddisfazione arrivare pronti a settembre, poi è chiaro che, anche per una sola mera questione di statistica, qualche classe sarà fermata, come già successo. Però tracciare è fondamentale».

Cernusco Città Europea dello Sport 2020, slitterà nel 2021?

«Bruxelles ci ha dato la possibilità di mantenere il titolo anche per il 2021 e noi abbiamo colto l’occasione, anche perché sono 3 anni che lavoriamo a questo progetto. Certo, non sarà possibile rispettare il programma iniziale, ci sono eventi come la Mille miglia o gli Europei paraolimpici di hockey, che non sono recuperabili, ma abbiamo altre iniziative che riusciremo a fare, oltre a quelle che siamo riusciti a fare prima del lockdown, come il Festival del Fair Play. E poi abbiamo fatto degli investimenti sulla riqualificazione degli impianti sportivi e questi saranno completati».

Rimarrà Città Europea 2020 o sostituirete con 2021?

«Le Olimpiadi di Tokyo si chiameranno lo stesso 2020. Noi vedremo».

Veniamo alle note dolenti: anche in questi mesi si sono registrate alcune situazioni politiche che hanno nuovamente evidenziato un certo contrasto tra Vivere e il Pd. Come sindaco che riflessioni sta facendo?

«Che all’interno della mia maggioranza ci fossero due anime distinte, si è sempre saputo, non è un segreto. L’importante è che continui a rimanere l’identica visione della città e che non venga mai meno la volontà di lavorare insieme, ricordandoci che, pur nelle diversità, siamo al servizio della città».

Di contro, nello scorso consiglio comunale si è registrato un bell’episodio: all’unanimità è stata presa la decisione di dedicare un luogo pubblico a Willy Monteiro Duarte e ad Abdul Guibre Abba. Iniziativa, peraltro, partita dall’opposizione…

«Vero. Per l’esattezza Forza Italia e Lega avevano chiesto un ricordo per Willy e la mozione è stata integrata dalla maggioranza con il nome di Abba. Resta comunque l’importanza di aver visto il consiglio comunale votare compatto, un gesto che ho apprezzato e che conferma come Cernusco, al di là delle appartenenze politiche, sappia ritrovarsi e unirsi intorno a valori come il no alla violenza e al razzismo».

Si sa già quali luoghi pubblici dedicherete ai 2 ragazzi?

«No. La scelta spetterebbe alla giunta, ma ho pensato fosse giusto fare un’eccezione e ho chiesto alla Consulta dei giovani di indicarci i luoghi. Nei prossimi giorni ci faranno sapere».

E sulla questione dell’installazione di un trituratore che vede i Comuni limitrofi sul piede di guerra, cosa vorrebbe dire?

«Partiamo ricordando che se sorgerà, sarà su un’area a destinazione produttiva, prevista dal Pgt e che non tocca a Cernusco rilasciare l’autorizzazione. E sfatiamo anche la leggenda che noi siamo favorevoli a prescindere. Abbiamo sempre chiesto agli enti preposti, come Città metropolitana e Arpa, di mettere la salute dei cittadini in primo piano e di intervenire con determinazione nel caso fosse messa in pericolo. Credo che il compito di un’istituzione come il Comune non sia di usare il megafono per aizzare la gente, bensì spingere affinché le norme siano rispettate. E poi stiamo parlando dell’iniziativa di un privato in linea con l’economia circolare. Noi dobbiamo vegliare sulla salute pubblica e lo stiamo facendo».

Un’altra questione che vorrei affrontare con lei, riguarda il maltempo. Ormai ogni volta che piove succede qualcosa. State valutando l’ipotesi di eventuali interventi?

«Non ho memoria storica per dire se in passato non fosse così, da sindaco però ricordo due soli episodi di portata significativa e sono stati due allagamenti. La caduta degli alberi direi che è contenuta, anche perché ogni anno facciamo un censimento capillare. Comunque le criticità le stiamo affrontando. Proprio la scorsa settimana abbiamo incontrato i responsabili Enel per una cabina elettrica interrata che va in tilt troppo spesso e stiamo ragionando per portarla in superficie. Con Cap, invece, abbiamo fatto una ricognizione nei luoghi che solitamente si allagano e sono iniziati gli interventi per risolvere il problema. Ad esempio abbiamo messo mano all’asilo di via Dante e la scorsa settimana, nonostante il maltempo, per la prima volta non ci sono stati disagi. Il prossimo intervento sarà alla palestra di via Buonarroti».

Chiudiamo con un messaggio ai cernuschesi?

«Certo. Ai cernuschesi chiedo ancora uno sforzo di responsabilità, con la consapevolezza che è fondamentale. Le criticità che affronteremo nei prossimi mesi dipendono molto anche dai nostri comportamenti. E aggiungo che Cernusco deve pensare al ruolo che vuole assumere in questa ripartenza. La strada delineata è corretta, parlo di una città sostenibile e smart che rispetta l’ambiente».