08 Novembre 2019

Lo sport con funzioni psicologiche, educative e sociali diventa parte integrante del piano didattico dell’Itsos  di Cernusco. Martedì è stato presentato “Facciamo squadra - Le competenze sportive che aiutano a crescere”, progetto ideato e promosso dalla Fondazione Centro per la Famiglia Cardinal Carlo Martini onlus, che vedrà la sperimentazione di attività sportivo-pedagogiche a scopo educativo.Attraverso la pratica del rugby, del basket, del judo e della pallavolo, i ragazzi giungeranno alla consapevolezza di sé, all’esplorazione delle proprie emozioni, dei propri vissuti e di quelli dei compagni, allo scopo di facilitare una comunicazione efficace e per gestire meglio le dinamiche conflittuali. Accompagnati da psicologi dello sport e pedagogisti della Fondazione, i giovani vivranno l’esperienza dello sport come strumento che include, insegna a rispettare i confini propri e dei compagni, a comunicare nel rispetto di sé e dell’altro. «Siamo davanti a un progetto inclusivo, a cui guardiamo con fiducia» hanno commentato il dirigente Umberto Pesce e la professoressa di Scienze Motorie Domenica Munafò. «Attraverso lo sport intendiamo aiutare i ragazzi a costruire la propria personalità, accompagnandoli nel valorizzare i propri punti di forza». Realizzato in gratuità per gli studenti e le famiglie, “Facciamo squadra” ha trovato il sostegno finanziario della Fondazione Cernusco Solidarietà, Mutualità e Sussidiarietà, che con oltre 10mila euro ha permesso la concretizzazione del progetto. Pieno sostegno anche da parte dell’amministrazione comunale. «Sport e scuola sono un connubio perfetto» ha spiegato l’assessore allo Sport, Grazia Maria Vanni. «In tempi in cui vi è una distorsione dello sport, stante anche i fatti di attualità recenti, questi interventi sono azioni che in funzione preventiva aiutano i ragazzi a crescere in carattere e personalità». A concludere, il pensiero di Gabriele Pirola, direttore della Fondazione Martini «Finalmente entriamo a scuola anche su questo territorio, ora non resta che da cominciare. Saranno oltre 600 gli studenti coinvolti e non vediamo l’ora di toccare con mano i risultati».
Eleonora D’Errico



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