11 Luglio 2019

Nuova vita per la cappella di Villa Alari: da questo mese, i futuri sposi potrannno infatti sceglierla come luogo per celebrare il loro rito civile. Nei giorni scorsi la giunta ha inserito la cappella gentilizia tra gli spazi comunali a disposizione per le celebrazioni, stabilendone tariffe e modalità di utilizzo.
Il costo previsto è di 300 euro per i residenti e di 600 per chi non è di Cernusco. Lo spazio permetterà di ospitare al suo interno un massimo di 24 persone, quindi si potranno celebrare solo cerimonie raccolte, ma di certo d’effetto, visto il contesto storico e artistico. All’interno della cappella dedicata a Santa Teresa, infatti, sono presenti affreschi, restaurati grazie a un recente intervento conservativo che si è concluso lo scorso anno e che ha visto ritocchi delle parti mancanti e perdute, sia del colore che degli intonaci. Installata anche una nuova illuminazione, che permette di poter esaltare al meglio le opere d’arte.
Voluta dal conte Alari per rispetto della tradizione, la cappella non è situata nel cuore della struttura, come in altre ville: la sua collocazione periferica è dovuta al desiderio di connessione tra i proprietari e la città di Cernusco. La cappella è composta da due corpi: quello più ampio, a forma ottagonale e sovrastato da una cupola ellittica sulla quale è raffigurata la gloria di San Giacinto, era riservata ai fedeli e oggi ospiterà le cerimone. Il secondo corpo, molto più piccolo, separato da una balaustra in marmo policromo, contiene l’altare per le celebrazioni, sopra cui è stata recentemente ricollocata, dopo il restauro in occasione della Fiera di San Giuseppe del 2018, la tela di Isidoro Bianchi (1729) che rappresenta l’omaggio di Santa Teresa e San Giacinto davanti alla Vergine. «La scelta di celebrare il rito civile del matrimonio all’interno di questo spazio così affascinante e importante per la città, è stata fatta con due obiettivi» ha spiegato l’assessore ai Servizi al Cittadino, Luciana Gomez. «Il primo è quello di poter aprire un luogo di alto valore storico e culturale anche fuori dai momenti dedicati alle visite guidate e alle aperture straordinarie; il secondo è di poter mantenere lo stato conservativo di affreschi e stucchi: l’utilizzo di luoghi come questo deve essere incentivato per poterne godere nel tempo».
Eleonora D’Errico



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