18 Ottobre 2019

Nata all’Uboldo nel 1988 da padre e madre siriani,  arrivati a Cernusco due anni prima in fuga da un regime che stava per arrestarli, un anno dopo si è trasferita in Canada, insieme alla sua famiglia, con lo stato di rifugiata politica. A distanza  di 30 anni ha sentito il bisogno di conoscere il luogo dove è nata e di abbracciare i cernuschesi che diedero accoglienza e aiutarono i suoi genitori.
È davvero una storia meravigliosa  da raccontare quella di Anna Rita, a  maggior ragione in questo periodo  in cui tiene banco la triste vicenda del popolo curdo. Ma procediamo con ordine. Nel 1986 il padre di Anna Rita, che nel suo paese natio era un professore, stava organizzando un viaggio a Londra per i suoi studenti. Per i servizi segreti siriani i suoi contatti con l’occidente erano troppo sospetti, per questo motivo avevano deciso di arrestarlo. Ma l’uomo fu avvisato la sera prima da un amico. E così la notte stessa, insieme alla moglie e ai tre figli, salì sul primo volo disponibile e sbarcò a Roma. Da qui furono mandati proprio a Cernusco, precisamente a Cascina Nibai, dove la famiglia Rosci si prese cura di loro. Due anni dopo nacque Anna Rita. Nel frattempo, la burocrazia fece il suo corso e, dopo tanta attesa, arrivò lo stato di rifugiati politici. Fu proprio la signora Rosci ad accompagnare il padre di Anna Rita a Roma, dove, per due giorni, l’aiutò con una serie di funzionari che dovette incontrare. E così, ottenuto il visto per il Canada, la famiglia siriana si trasferì oltreoceano. Lì Anna Rita ha potuto crescere, studiare e anche sposarsi. Ma dentro lei, il desiderio di conoscere i luoghi del suo passato non è mai venuto meno. Un sogno cullato a lungo, che nei giorni scorsi è diventato realtà: Anna Rita, infatti, è tornata in Italia ed è venuta a Cernusco dove ha potuto conoscere e abbracciare la famiglia Rosci. Un momento davvero emozionante, per cui non servono ulteriori parole.
 



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