14 Febbraio 2020

Si è chiuso davvero alla grande la prima edizione del Fair Play Festival, idea nata dall’Aso Cernusco e supportata dall’amministrazione comunale, che per una settimana ha tenuto banco in città. La prima delle tante iniziative che andranno a valorizzare Cernusco Città dello Sport 2020. Il momento forse più significativo si è svolto lo scorso sabato sera, quando al teatro Agorà è stato ospite Dan Peterson, mitico caoch di basket dell’Olimpia Milano (anche se portato in Italia dalla Virtus Bologna, che allenò per 5 anni) che si è prestato per un’intervista-spettacolo, dal titolo “canestro, botte e sorrisi”. Al termine autografi e foto per tutti.Ma il caoch di Evenston, nel Tennessee, è stato solo la punta di un iceberg, formato da numerosi esempi di sport in cui il fair play l’ha fatto da padrone. A partire dalla mostra di 15 illustrazioni di Thomas Gavazzeni, raffiguranti altrettanti momenti di cavalleria sportiva divenuti famosi in tutto il mondo, ospitata alla Casa delle associazioni. Il padrino di questa iniziativa è stato il campione olimpico di scherma Marco Fichera, che per un gesto di fair play ha visto sfumare un titolo di campione del mondo.
E se c’è una disciplina sportiva che fa della correttezza il suo cavallo di battaglia, questa è il rugby. E così anche l’incontro con due campioni del calibro di Maxime Mbandà e Giovanbattista Venditti, entrambi nazionali italiani, non poteva che essere un successo. Senza scordare gli attimi divertenti, come  l’Aperitivo-Derby di Roma, che ha visto
il giornalista televisivo Carlo Genta arbitrare la partita dialettica tra il laziale Roberto Burioni e il romanista Andrea Di Caro. Chiudiamo, infine, con un po’ di numeri di questo primo festival. In una settimana si sono tenuti 14 eventi, con circa 2.500 presenze e 30 ospiti.



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