06 Settembre 2019

Oggi sulla terra siamo 8 miliardi e presto arriveremo a 10. Vi siete mai chiesti come potremmo dare da mangiare a così tante persone nel futuro, in modo sostenibile? Alberto Cartasegna, 30 anni, cernuschese doc, cresciuto in città tra l’oratorio Paolo VI e l’Ac Cernuschese, insieme al suo amico Filippo Mottolese, questa domanda se l’è fatta ed è a partire dalla risposta che ha creato il progetto “Miscusi”. «Per non spremere il nostro pianeta è necessario un ritorno alla terra sostenibile, che mette al centro cereali, pasta, frutta, verdura, olio e un buon bicchiere di vino» scrive Alberto nella home page del suo sito. Miscusi è il primo brand italiano interamente dedicato alla pasta fresca. Il cuore pulsante di ogni suo ristorante è il pastificio a vista, che produce quotidianamente diverse trafile da abbinare a piacere a condimenti tipici della tradizione, personalizzabili con formaggi, creme, pistacchi e mandorle. Miscusi strizza l’occhiolino alle nonne, che impastavano acqua e farina la domenica mattina riunendo tutta la famiglia per il pranzo. Per lo stesso motivo, gli interni di ogni locale ricordano le case italiane con divanetti, carta da parati, tovaglie a quadri e libri di ricette. E non mancano lunghe tavolate. Infine, sostenibile a 360 gradi: l’acqua è sempre gratis, perché Miscusi è rigorosamente plastic free. «Il nostro primo pastificio è nato nel febbraio 2017, a Milano in zona Cinque Giornate» racconta Alberto, «oggi sono 5 a Milano, uno a Bergamo e uno a Torino, e per fine mese sono previste aperture a Pavia, Firenze, Verona e Madrid. Inoltre stiamo valutando altre 8 location in tutta Italia. Miscusi ha da subito raccolto l’interesse di diversi business angel, che hanno creduto e sostenuto il progetto». E a ragione, visto che nel 2018 il fatturato è stato superiore ai 4,5 milioni di euro con una crescita media mensile del 20% e una reddittività del singolo ristorante vicina al 30%.
Eleonora D’Errico



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