16 Febbraio 2018

Un centinaio i cernuschesi che sabato pomeriggio si sono raduanti in piazza Gavazzi e hanno messo al polso il nastrino di One Billion Rising, per ribadire il loro fermo “no” alla violenza sulle donne. A prendere parte al primo “giro” di ballo una quarantina di persone, capitanate da Paola Malcangio, presidente dell’associazione Clio, organizzatrice dell’evento. Ma quando si è deciso di replicare, si sono aggiunti altri cernuschesi, tra cui l’assessore allo Sport, Grazia Vanni e le consigliere comunali Miriam Galimberti e Lorella Villa. Presente anche il sindaco Ermanno Zacchetti. «Un grazie a tutti quanti», ha detto Malcangio. «E un grazie a Eve Ensler, l’ideatrice dell’iniziativa, che ha commentato una foto che ho postato su Instagram così: “Con voi, con voi, con voi”». Purtroppo non sono mancate le polemiche a causa di una decisione piuttosto discutibile. La spiega Paola Malcangio con una lettera che riportiamo di seguito.

Sono davvero allibita per il trattamento che l'ufficio tecnico comunale ha riservato al flash mob contro la violenza sulle donne che ho portato in piazza lo scorso sabato 10 febbraio con grande partecipazione di pubblico, associazioni e la graditissima presenza del sindaco e di tanti esponenti dell'amministrazione.
Il flash mob per definizione è un evento flash, a volte a sorpresa, che serve a stimolare una riflessione nel nostro caso su un tema piuttosto importante. Non necessita neanche di comunicazione alle autorità. Io per correttezza ho fatto la comunicazione in Comune e sono entrata in un circolo vizioso dove la ragione e il buon senso fanno posto alla mera burocrazia, come se, negli uffici ci fossero macchine e non persone pensanti. Ho trovato già assurdo compilare il modulo dell'autocertificazione del rischio terrorismo (mi piacerebbe sapere a quante delle associazioni italiane che hanno organizzato il flash mob siano state chieste le stesse cose) ma folle pagare l'occupazione del suolo pubblico, come richiesto dall'arch. Acquati capo dell'ufficio tecnico, per le 8 motociclette degli amici dei Rebel Souls Bikers che sono venuti in piazza a portare la loro solidarietà e che si sono fermati mezzora. Ho chiamato io stessa la ditta di Vimercate incaricata della riscossione spiegando la tipologia dell'evento e un'impiegata mi ha detto che non era necessario pagare la Tosap. Ieri, invece, è arrivato il conto di € 103,00. Sono molto amareggiata per questa decisione che non risponde a logica ma a peddisequa applicazione di norme e regolamenti. Sicuramente questo è un deterrente per l'organizzazione di altre manifestazioni a scopo sociale.