08 Novembre 2018

Come una torta sbrisolona». Non piace proprio alla Lega la ricetta dell’amministrazione di Cernusco per il Diritto allo Studio. Il Piano, presentato e approvato durante l’ultima seduta del consiglio comunale anche grazie ai voti di alcune frange della minoranza, è stato duramente criticato dalla leghista Paola Malcangio e attaccato anche da La Città  in Comune e dal Movimento 5 Stelle. Fiducia, invece, è stata data da Forza Italia e dalle due liste  Frigerio per una Cernusco Viva e Cernusco Civica.
Soddisfatto l’assessore alla partita Nico Acampora, che ha sottolineato come il Piano si sia dato «l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa delle scuole e di non lasciare indietro nessuno».
Ecco le principali novità sottolineate da Acampora: 550mila euro sono stati stanziati per il sostegno educativo ai ragazzi disabili con un incremento di 170mila euro rispetto allo scorso anno; 176mila, invece, gli euro destinati all’offerta formativa (32mila euro in più rispetto al 2017), di cui 50mila recuperati dall’evasione fiscale. Tante poi le misure pensate per andare incontro alle necessità dei genitori lavoratori, come l’allungamento di una settimana del centro estivo o il potenziamento del servizio del post-scuola primaria.
Il Piano ha dunque ottenuto la maggioranza ed è stato approvato grazie anche ai voti favorevoli dei consiglieri di opposizione Gianluigi Frigerio, Daniele Cassamagnaghi e Claudio Gargantini. Critiche, invece, le posizioni di Paola Malcangio, Rita Zecchini e Lorella Villa. Per la prima, il Piano «è polverizzato, presuntuoso e parziale. Leggendolo ho avuto la sensazione di essere di fronte a una torta sbrisolona: tanti grumi di pasta frolla tenuti insieme solo dal contenitore. L’assessore ha provato a costruire un documento pieno di progetti spot che non creano nessun valore permanente». Non molto differente il punto di vista di Rita Zecchini: «Non vediamo né una regia né un disegno, ma solo interventi scollegati e un tentativo di presentare ad ogni costo delle innovazioni o dei miglioramenti, anche quando non ci sono».
Eleonora D’Errico
 



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