10 Gennaio 2020

Pochi giorni prima di Natale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha consegnato 32 onorificenze, ad altrettanti esempi civili del nostro Paese. E tra queste persone c’era anche la peschierese Elisabetta Cipollone, insignita del titolo di Ufficiale dell’ordine al merito della Repubblica italiana. Elisabetta, la maledetta sera del 29 gennaio 2011, perse suo figlio 15enne, Andrea De Nando, falciato da un’auto in corsa mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, in via 2 Giugno. Dopo i primi attimi di comprensibile sconforto e dolore infinito, la mamma ha dato vita a un progetto volto a raccogliere fondi per realizzare ponti d’acqua in Etiopia. E nella motivazione si legge proprio questo: “Per il suo encomiabile impegno in memoria del figlio Andrea per garantire l’accesso all’acqua potabile in Paesi disagiati”. I suoi sforzi sono stati incanalati in questa direzione, proprio per esaudire un sogno che aveva suo figlio. Elisabetta, infatti, ha sempre raccontato che la sua idea è nata proprio da alcuni disegni che Andrea aveva fatto, sin da piccolo, e che erano il frutto di una vacanza in Egitto, allorché il giovane peschierese rimase colpito nel vedere i suoi coetanei tirare su da alcuni pozzi  scavati a mano dell’acqua nera e poi berla. Da quel giorno Andrea non nascose mai il desiderio di aiutare quei ragazzi, decisamente più sfortunati di lui. E così sua mamma (che si è anche battuta per fare in modo che l’omicidio stradale diventasse legge) ha deciso di rivolgersi ai salesiani impegnati in Etiopia per capire come poter fare per portare avanti un progetto, nel nome di suo figlio. Ebbene, dopo il primo pozzo che sembrava già un grandissimo risultato, ne sono stati aperti altre 23 e altri sono in cantiere.



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