11 Gennaio 2019

Consiglio comunale convocato per il 27 dicembre: già questo può suonare un po’ strano, non fosse che ciò che è successo durante l’assemblea è ancora più anomalo. All’ordine del giorno, infatti, c’era la discussione di una mozione, presentata nel luglio del 2017 dal consigliere del M5S Davide Toselli ed emendata in seguito dallo stesso grillino. Il Pd ha reagito dichiarando di non essere disponibile a votare un atto, definito confuso e contenente elementi di irregolarità procedurale, per paura di creare, sempre secondo i consiglieri dei democratici, un precedente di forzatura del regolamento del consiglio comunale. Normali schermaglie politiche, se non fosse che, a quel punto, maggioranza e opposizione hanno abbandonato l’aula lasciando il presidente Isabella Rosso da sola con Toselli e, quindi, costringendola a concludere il consiglio per mancanza del numero legale. «Si tratta dell’ennesima situazione di confusione istituzionale a cui siamo costretti ad assistere», ha dichiarato il Pd tramite un comunicato diffuso via social. «È ormai chiara la mancanza di fiducia della maggioranza nei confronti di Rosso, a cui si chiede come atto di coerenza di presentare le dimissioni». Rapida è arrivata la replica del capogruppo di Peschiera Riparte, Giancarlo Capriglia. «L’opposizione stia serena, non c’è nessuna crisi. La maggioranza è uscita dall’aula in quanto il segretario comunale aveva evidenziato che l’emendamento presentato dal M5S non era votabile dal punto di vista tecnico. Se avessimo deciso di votarlo ci avrebbero detto che avremmo commesso un atto illegale. Abbiamo così deciso di uscire dall’aula e il clamore si è formato attorno a una presunta sfiducia a Isabella Rosso. La nostra azione di governo è spesso oggetto di strumentalizzazioni ma ormai siamo abituati».
Mattia Rigodanza



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