13 Aprile 2018

La discarica della porta accanto. A San Bovio, grazie a una foto postata sul gruppo Facebook della frazione, i cittadini sono venuti a conoscenza dell’esistenza di una discarica di proporzioni non indifferenti all’interno dell’ex area Postalmarket, struttura il cui futuro è affidato da anni a un’intricata vicenda giudiziale. Si tratta di rifiuti di ogni tipo, bidoni di vernice, pneumatici, inerti, latte di olio esausto e altro materiale. L’amministrazione non ha perso tempo e all’indomani della scoperta il sindaco Caterina Molinari ha effettuato un sopralluogo sul posto, accompagnata dalla polizia locale, per capire la gravità della situazione. E ha deciso di emettere un’ordinanza contingibile e urgente per la rimozione dei rifiuti e l’interdizione all’accesso nello stabile indirizzata al curatore fallimentare incaricato della gestione dell’area. Nonostante i provvedimenti tempestivi e risoluti dell’amministrazione, però, l’ira dei cittadini sui social non si placa e tutti si chiedono come sia stato possibile non accorgersi dell’esistenza di una discarica abusiva di tali dimensioni in un posto in cui degrado e abbandono dovrebbero aver già da tempo richiamato a un controllo costante. «Dal momento che siamo venuti a conoscenza della presenza della discarica abusiva all’interno della proprietà privata, all’emissione dell’ordinanza contingibile e urgente sono passate pochissime ore, giusto il tempo necessario per gli accertamenti formali del caso», ha dichiarato Molinari. «Questo tipo di ordinanza è l’unico strumento che un sindaco ha per intervenire su una proprietà privata qualora si rilevino pericoli per la collettività. Ricordo l’importanza di utilizzare i canali ufficiali di segnalazione, e non i social network, soprattutto per situazioni critiche specie se pericolose, perché gli organi preposti come la polizia locale e il servizio Ambiente si possano attivare. Rimane quindi essenziale la collaborazione fra cittadini, forze dell’ordine e uffici comunali per il mantenimento del decoro del nostro territorio».
Mattia Rigodanza 



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