04 Ottobre 2019

Nella vita di qualunque quartiere ci sono vicende che tengono banco per molto tempo, diventando oggetto di interesse comune e terreno di scontro civile e politico. È questo il caso del bar del centro sportivo di San Bovio, spazio che per i residenti del rione ha sempre rappresentato un importante punto di incontro e di aggregazione, teatro di momenti significativi per tutti i ragazzi che negli anni sono passati da quei campi da calcio. Finalmente, durante l’ultimo consiglio comunale, la struttura ha trovato lo spazio che merita nel dibattito e, dopo che era stata chiusa nel 2012 per inagibilità, è stata dichiarata di interesse pubblico tramite una delibera passata nelle opportune sedi assembleari. «Si tratta di una battaglia che ho combattuto sin dall’inizio per fare in modo che si risolvesse questa situazione di stallo», ha fatto sapere Chiara Gatti, ex assessore con delega alla frazione. «La situazione era complicata perché, oltre a non soddisfare i requisiti di agibilità, si è scoperto che il locale era di fatto abusivo e quindi suscettibile di abbattimento. Tramite questa delibera si dichiara l’utilità pubblica della struttura e si apre, quindi, l’iter ordinario per la sua messa a norma e futura riapertura. Ovviamente mi auguro che questo percorso dia esiti positivi, sia per la funzione sociale di aggregazione che quell’esercizio può ricoprire, sia perché con l’inverno alle porte è giusto che atleti e famiglie abbiano un luogo dove ripararsi». La notizia è stata subito accolta con entusiasmo dai cittadini di San Bovio, anche se non hanno tardato ad arrivare perplessità sul fatto che debba essere il Comune ad accollarsi le spese di ristrutturazione, invece della società sportiva Ausonia, gestore del campo che però, è giusto sottolinearlo, ha vinto un bando in cui il locale in questione non era presente.
Mattia Rigodanza



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