12 Gennaio 2018

Un incontro toccante quello che si è tenuto mercoledì mattina in sala consiliare. Nell’ambito delle iniziative del Piano per il Diritto alla Studio, gli studenti delle media Iqbal Masih e delle superiori (escluso l’Enaip) hanno ascoltato la testimonianza di Gianpietro Ghidini, padre di Emanuele, morto a 16 anni per essersi gettato nel fiume, a Gavardo dopo aver ingerito della droga fornitagli da alcuni ragazzi maggiorenni. A introdurre il tema il sindaco Ivonne Cosciotti e l’assessore alla Scuola Maria Gabriella Baldaro. Dopo la tragedia il padre di Emanuele ha fondato l’associazione PesciolinoRosso, che ha tra gli obiettivi quello di aiutare i giovani a stare lontano dalle dipendenze. Gianpietro ha parlato della sua storia di padre imperfetto, di dipendenze e di vita, cercando di trasmettere ai giovani l’idea che da ogni errore ci si può rialzare, che la sofferenza e le difficoltà possono essere occasioni di crescita e che si deve avere il coraggio di chiedere aiuto. Al termine dell’incontro ai ragazzi è stato consegnato il libro “Il sasso nello stagno” , che raccoglie spunti, idee e riflessioni emersi negli incontri che Gianpietro ha tenuto in scuole, oratori e teatri. «Un incontro dal grande valore formativo» spiega Baldaro. «Molti insegnanti e alunni erano commossi e hanno voluto abbracciare Gianpietro. Il suo racconto ha un alto valore formativo».



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