21 Febbraio 2020

Il 29 febbraio, dopo 42 anni dedicati alla polizia locale di Pioltello, il comandante Lorenzo Mastrangelo andrà in pensione e passerà le consegne a Mimmo Paolini. Un momento sicuramente emozionante, ma Mastrangelo lo vivrà  bene, convinto che sia giusto così. «C’è un periodo per tutto. Sono entrato nella polizia locale pioltellese a 19 anni e ho fatto tutta la trafila: agente, motociclista, ufficiale e funzionario. Diciamo che andare in pensione non mi fa contento, ma neppure dispiaciuto. Comunque preferisco smettere ora, che sono ancora in grado di gestire, piuttosto che essere allontanato per vecchiaia. Lascio un’ottima struttura e questo è importante». Per Mastrangelo essere comandante non ha significato firmare carte e dare ordini: «Ho svolto il mio ruolo con passione, non ho mai avuto problemi a farmi seguire dai miei uomini, anche perché ho sempre preferito l’autorevolezza del ruolo all’autorità. Ho sempre coinvolto tutti e mi sono fatto coinvolgere. Ho avuto colleghi maturi e non ho mai chiesto a loro qualcosa che andasse oltre le loro qualifiche. Quando c’è stato un rischio da prendere l’ho fatto in prima persona, non ho mai rifiutato le criticità». In 42 anni le soddisfazioni sono state tante, difficile fare una classifica: «Il territorio è brioso. Da un punto di vista professionale qui si cresce velocemente. Sono state tante le attività e le operazioni svolte. L’ultima, ad esempio, ha riguardato 11 custodie cautelari per smontare un’organizzazione dedicata al traffico di stupefacenti, liberando un quartiere da una banda che, inevitabilmente, lo condizionava». Quasi mezzo secolo sul campo, impossibile non chiedere una sua opinione su Pioltello e quanto l’ha vista cambiare negli anni. «Per quanto critica, questa città  è migliorata tantissimo negli ultimi 30 anni» conferma Mastrangelo. «Le difficoltà sono decisamente più gestibili rispetto al passato. Il problema è comunque socio-urbanistico. Dove c’è degrado sotto il profilo edilizio, non ci si può aspettare una popolazione abbiente. Però è errato il concetto che esista un problema stranieri. Prendiamo il Satellite: in 3 km quadrati, ci sono 15mila abitanti di 90 nazionalità diverse. Quello che accade di negativo è ben al di sotto della media. Un problema serio c’era nel 2009 e 2010 con una realtà di etnia rom e sinti, che effettivamente condizionava la città. Per intenderci sto parlando delle 500 persone che occupavano cascina Bareggiate e Valota. Il problema l’abbiamo gestito e risolto noi, come polizia locale, seppure con l’ausilio delle altre forze dell’ordine quando abbiamo dovuto effettuare il mega sgombero. Abbiamo tenuto un briefing, deciso come muoverci e abbiamo concluso un’operazione davvero delicata». Inevitabile concludere questa chiacchierata con una domanda: lunedì 2 marzo si alzerà e...? «Anche se ho orati elastici, qualcosa nelle mie abitudini dovrò rivedere. Mi dedicherò maggiormente alle mie passioni, come andare in barca e in moto».



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