08 Novembre 2019

Sarà un novembre all’insegna della riflessione sociale quello pensato dall’amministrazione pioltellese e, nello specifico, dall’assessorato alla Cultura. Si parte domani, sabato 9 novembre, in biblioteca, con l’inaugurazione della mostra “Come eri vestita?”, che racconta storie di abusi subiti da donne, smontando il vergognoso pregiudizio che, purtroppo, fa dire a troppe persone: «Un po’ se la sarà cercata, chissà che abiti indossava». Si tratta di un progetto pensato dall’associazione Libere Sinergie, su un’idea dell’Università del Kansas. Nella nostra città la mostra ha visto il contributo realizzativo degli studenti del Machiavelli, che hanno raccolto personalmente alcuni indumenti. «La mostra racconta storie di abusi subite da donne, ponendo accanto ai testi che li raccontano, dei manichini vestiti con gli abiti indossati al momento della violenza» spiega l’assessore alla partita, Jessica D’Adamo. «Un’iniziativa, visitabile fino a martedì 26 novembre, che dimostra come la violenza non sia provocata dall’abbigliamento della vittima, bensì da una cultura di sopraffazione e possesso». Ed è proprio l’assessore a sottolineare come ci sia un filo che unisce questa mostra con il progetto successivo: «Quest’anno  abbiamo voluto dedicare “Legalmente” a Lea Garofalo,visto che siamo a 10 anni dalla sua morte. Una donna che ha pagato con la vita il suo opporsi alla ‘ndrangheta, ma anche una figura simbolo di un concetto di famiglia patriarcale, visto che fu uccisa proprio dal suo ex compagno». Oltre al murales a lei dedicato, che da qualche settimana è visibile in viale San Francesco, sabato 16 novembre, alle 21, in sala consiliare si terrà un reading teatrale in sua memoria. «Non sarà il classico talk show» spiega D’Adamo. «Non ci sarà un moderatore e sul palco si alterneranno donne che parleranno di Lea, raccontando la sua storia di donna». Previsti gli interventi di Lucia Vasini, attrice teatrale e cinematografica, Marisa Garofalo, sorella di Lea, Paolo De Chiara, giornalista, autore del libro “Il coraggio di dire no”. In programma anche la proiezione di un corto, prodotto dagli studenti del Machiavelli.



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