30 Novembre 2018

Era già stata allontanata dalle figlie, lo scorso luglio, per una serie di maltrattamenti, ma a settembre, complice l'assenso del padre è tornata a casa e, non paga, le ha perfino minacciate con riti voodoo. A finire così in carcere è stata una donna pakistana di 47 anni, residente a Pioltello e incensurata, madre di due ragazze di 18 e 23 anni.
Ma procediamo con ordine. La scorsa primavera un docente di un istituto scolasticio cernuschese, si era rivolta al preside, segnalando che le due ragazze si erano confidate con lei, a seguito di una serie di comportamenti vessatori e minacciosi messi in atto dalla loro madre, una donna con un'ideale di educazione particolarmente rigido. Il dirigente scolastico, a sua volta, aveva allertato i Servizi Sociali, i quali dopo una serie di accertamenti hanno chiesto l'intervento dei carabinieri della Tenenza di Pioltello. I militari effettivamente hanno riscontrato che la donna era solita usare violenza verso le due adolescenti. A quel punto la Procura di Milano, siamo a luglio, disponeva nei confronti della madre la misura dell’obbligo di allontanamento dalla casa famiglia. Incubo finito per le due giovani? Purtroppo per loro solamente rimandato. I primi di settembre, infatti, la donna, riusciva a convincere il marito a farla ritentrare in casa e da quel momento le due  ragazze tornavano sotto le sue angherie. Per circa due mesi le adolescenti hanno subito nuove minacce e comportamenti violenti senza reagire, ma mercoledì 7 novembre la goccia che ha fatto traboccare il vaso: sul loro letto hanno trovato una bambola di pezza, tipica dei riti voodoo, infilzata con una serie di spilloni. Un chiaro avvertimento da parte della loro madre, visti i suoi credo nei culti esoterici. Esauste di vivere un'esistenza nel terrore, le due giovani hanno trovato il coraggio di ribellarsi e si sono nuovamente rivolte ai carabinieri. Gli uomini dell'Arma hanno convocato in caserma la pakistana che dopo un timido tentativo di negare tutto, ha ammesso di essere la responsabile di quel gesto voodoo. E a quel punto l'allontamento dal tetto familiare non è stato più considerato una soluzione e si è proceduto con l'arresto della 47enne, condotta al carcere di San Vittore, dove si trova tuttora. Dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia.



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