28 Febbraio 2020

Il Comune di Segrate l’ha attesa per anni, l’ha tanto desiderata, ha lavorato per individuare e riservarle uno spazio adatto in cui potesse sostare e, finalmente, ha potuto accoglierla: la bottiglia per la raccolta di tappi di plastica più grande al mondo è atterrata proprio davanti al municipio. Inaugurata ufficialmente sabato pomeriggio alla presenza di cittadini, associazioni e autorità locali, rimarrà in città per quattro mesi, è lunga circa dodici metri, può contenere fino a due milioni di pezzi e da ben dieci anni viaggia in lungo e in largo per l’Italia custodendo emozioni, speranze, sogni. Non è solo un contenitore dalle dimensioni straordinarie e volto al riciclo della plastica; è molto di più. Si tratta di un intreccio di storie meravigliose. Ma soprattutto, quanto ricavato a fine raccolta verrà interamente donato agli Intensamente coccolati, un’associazione segratese che si prende cura di bimbi nati prematuramente. «Questa creatura ha un potere immenso: fa parlare, mette in connessione le persone creando una rete di solidarietà, realizza un sogno a ogni tappa che percorre e i sogni sono vita. Ci dimostra che a ogni grande difficoltà, segue sempre una rinascita», ha raccontato con la voce rotta dalla commozione la “mamma” di questa colorata bottiglia eco-solidale, Viviana Cadamuro.
Quando dieci anni fa suo marito Alvise venne a mancare, dopo aver combattuto otto tumori, lei decise che il suo spirito doveva continuare a brillare e diede vita al progetto. Da allora è stato un susseguirsi di richieste da parte di Comuni italiani interessati a ospitare la speciale bottiglia (tanto da rendere necessaria una lista d’attesa), un fiume di amicizie coltivate e obiettivi raggiunti insieme che ne hanno fatto un simbolo di forza e determinazione. «Tre anni fa ci chiamò da Segrate una persona e disse: “Desidereremmo tanto la grande bottiglia qui da noi”» ha continuato Viviana che, a Fontanafredda dove abita, ha fondato anche l’associazione Sorgente dei sogni. «Era l’allora presidente di Aido Segrate Luca Granelli, che ci ha lasciati improvvisamente a settembre; questa raccolta tappi era uno dei suoi ultimi desideri». La bottigliona aveva davanti a sé un serratissimo programma di tappe già concordate da tempo e Luca si era spento, ma il figlio Claudio, all’epoca 21enne, per nulla al mondo avrebbe rinunciato a perseguire il sogno del papà, suo grande maestro di vita. E ce l’ha fatta. Così, dopo essere stata al mare, in montagna, davanti all’arena di Verona, ospite all’Expo, in compagnia delle Frecce Tricolore, e chi più ne ha più ne metta, la grande bottiglia ha dedicato a Segrate l’ultimo soggiorno lontano da casa. Farà altre due tappe tornando verso il suo nido, Fontanafredda, e poi sarà pronta per la pensione. «Quando si raggiungono risultati meravigliosi e inaspettati, è il momento di ringraziare e saper scegliere una nuova strada. Ci ha dato il meglio del meglio, di più non potremmo desiderare», ha concluso Viviana lasciandosi scappare qualche lacrima. Ma la fine di una storia è solo l’inizio di molte altre: la nuova idea alla quale l’associazione sta lavorando è quella di realizzare un borgo eco-solidale, il cui cuore pulsante sarà proprio la grande bottiglia. Un’oasi all’insegna dell’eco-sostenibilità, della vita condivisa e del supporto reciproco che, da progetto, vede la presenza di un bel giardino, strutture per ospitare malati oncologici, anziani o genitori rimasti soli, una casa per l’accoglienza di ragazzi in difficoltà, una sala polifunzionale, alloggi rialzati costruiti sull’acqua e molto altro ancora. Ma il futuro non vede solo radici, i viaggi su e giù per la penisola continueranno. Il testimone passa a una più piccina betoniera. Insieme, saranno l’impronta concreta di ciò che è stata questa intensa avventura. Intanto, buona raccolta di tappi a tutti.