15 Luglio 2020

Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, Fratelli d’Italia e Lega hanno ufficializzato che correranno insieme nel tentativo di conquistare il Comune, alle amministrative fissate il prossimo 20 settembre. Le due forze politiche appoggeranno la candidatura a sindaco di Luca Sirtori, esponente di Fdi. Due sono quindi i grandi colpi di scena, seppure ormai nell’aria. Il primo è che Forza Italia resta fuori dalla coalizione (o almeno per il momento, anche se pare ormai difficile una ricomposizione di quella che è, a tutti gli effetti, una frattura nel centrodestra). Il secondo è che il Carroccio rinuncia a ottenere per sé la poltrona di primo cittadino e, di fatto, sacrifica Terry Schiavo, da mesi già impegnata in campagna elettorale. Una situazione che sa tanto di déjà vu. Già cinque anni fa, infatti, la Lega presentò Vittorio Rigamonti come suo candidato sindaco, con tanti di manifesti elettorali, salvo ritirarlo quando dall’alto (leggi vertici provinciali e regionali) venne imposto l’accordo con Forza Italia che appoggiava Tecla Fraschini. E ora la storia pare essersi ripetuta. Il coordinatore cittadino del Carroccio, Roberto Viganò, per ora prende tempo: “Presto usciremo con un comunicato in cui spiegheremo tutto. Nel frattempo posso solo dire che sono contento dell’accordo con FdI e mi auguro che Terry Schiavo voglia candidarsi al consiglio comunale per la Lega”.

La diretta interessata al momento non sembra intenzionata a parlare. Solo una decina di giorni fa, sui social aveva postato un video in cui asseriva che se fosse stata eletta avrebbe portato l’esercito in ogni quartiere, a conferma di quanto ancora credesse di essere appoggiata dal partito. Non deve essere semplice essersi spesa per mesi (perché, va detto, il suo impegno è stato notevole, non ha mai smesso di fare campagna elettorale) per poi scoprire che non sarà la candidata. La delusione sarebbe comprensibile.

Chi, invece, non è per nulla deluso è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Gianpietro Ferrari che, sornione, ha messo a segno un colpo che sembrava quasi impossibile: riuscire a imporre il proprio candidato, mentre Forza Italia e Lega, per usare un eufemismo, discutevano su chi tra loro due ne avesse diritto. “Ho sempre sostenuto che il centrodestra dovesse andare unito” le sue parole “o comunque sedersi a un tavolo per dialogare. Quando ho compreso che la situazione era troppo ingarbugliata e in stallo, ho pensato che a quel punto anche Fratelli d’Italia avesse diritto a rivendicare il candidato sindaco. Alla fine con la Lega siamo riusciti a trovare un accordo. Chiaro che sono soddisfatto che la scelta sia ricaduta su Luca Sirtori, perché è una persona credibile, un volto nuovo ed è segratese, uno che ama davvero la sua città. Il programma? Noi lo abbiamo già, nei prossimi giorni ci incontreremo con i responsabili della Lega per fare sintesi e proporne uno comune”. Nel comunicato in cui viene ufficializzato il nome di Sirtori (e dove si trovano dichiarazioni di esponenti della Lega e di FdI, ma solo a livello provinciale e regionale, a conferma che l’accordo è stato raggiunto perché dall’alto c’è stata una precisa volontà), c’era anche scritto che la coalizione potrebbe allargarsi. Inevitabile chiedere se si può parlare di un’apertura anche nei confronti di Forza Italia. La risposta di Ferrari è testuale: “Noi siamo aperti verso tutte le realtà che si riconoscono nel centrodestra”. A ognuno la libertà di interpretare la frase.

E dopo aver ricostruito la situazione e i retroscena che hanno portato alla sua candidatura, ecco la prime dichiarazioni di Sirtori: “Ho accettato con convinzione e gratitudine la proposta di candidatura perché voglio restituire alla mia città quanto da lei ho ricevuto nel tempo. Credo che Segrate meriti molto più di quello che si è visto negli ultimi cinque anni: parlo tutti i giorni con persone scontente e preoccupate come me del declino che vive la città e penso che si debba riprendere un cammino di crescita e sviluppo partendo proprio dall’ascolto dei segratesi e delle loro necessità. Credo fortemente nella sicurezza e nella legalità che devono essere il primo impegno di un’amministrazione e penso che una città ricca e prospera come la nostra debba affrontare le difficoltà puntando sullo sviluppo e sull’innovazione, non sulle tasse. Lavoro da sei mesi con una squadra compatta e coesa piena di idee e animata da un vero spirito civico. Ritengo che sotto questo progetto si possano raccogliere tutte le forze politiche che condividono l’obiettivo prioritario di riportare l’amministrazione di Segrate ad esprimere l’efficienza e la qualità che le spettano".