12 Gennaio 2018

Può esultare il condominio centrale di San Felice. Non ci sarà nessun accesso diretto al condominio, eccezion fatta per l’entrata centrale. A stabilirlo la sentenza civile di Primo grado del giudice Martina Flamini (resa pubblica lo scorso 19 dicembre), sulla causa promossa presso il tribunale di Milano da Generali Italia (successore per incorporazione della Prunus) proprio contro il condominio centrale, intentata allo scopo di far riconoscere la natura di bene pubblico delle strade della circoscrizione, e di conseguenza il non diritto del condominio di dare o negare accesso alle strade stesse. In sostanza, Generali ha in progetto di realizzare unità abitative nell’area confinante con il quartiere, dove attualmente si trova l’edificio ex Microsoft, e puntava a offrire ai futuri residenti un accesso diretto, certamente più vantaggioso, ai parchi e al centro commerciale sanfelicino. Ma a quanto pare così non sarà.
«Eravamo fiduciosi circa il buon esito del giudizio»,  commenta Dino Santoni, consigliere di Supercondominio, «ma forse neppure noi potevamo arrivare a immaginare i termini perentori con cui il giudice ha disconosciuto le ragioni addotte dalla controparte. Cito per tutte la frase finale “In conclusione, deve essere esclusa la natura pubblica delle strade per cui è causa”, con cui speriamo sia stata messa finalmente una pietra tombale su una vicenda legale che ci ha costretti a difenderci, per ben quattro volte sempre con successo, da chi con tutti i mezzi ha cercato di accampare dei diritti sulle nostre strade. La prima sentenza, a noi favorevole risale addirittura al 1991 e la Corte d’Appello dichiarava l’inesistenza, sulle strade di proprietà del condominio, della servitù di passo e d’uso rivendicata da Prunus. In futuro intorno al quartiere sorgeranno nuove realtà, come il quartiere Fintecna sull’area ex Ibm, residenze assistite al posto dello Sporting Marconi,  ma deve essere chiaro a tutti che il quartiere è una proprietà privata».



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