08 Novembre 2019

Tre anni e una gara di solidarietà che ha coinvolto tutto il territorio: sono state moltissime le aziende, le associazioni e i privati cittadini che hanno voluto contribuire alla nascita di Casa Mamre, il centro di ascolto inaugurato a Segrate domenica 27 ottobre, un evento tanto significativo e importante, da portare in città l’arcivescovo di Milano Mario Delpini. Alla cerimonia solenne, sono intervenute le istituzioni, in particolare il sindaco Paolo Micheli, il responsabile della Caritas don Paolo Zucchetti e il presidente del Circolo Acli Franco Curcio, le prime due realtà che entreranno ufficialmente nella struttura, ma soprattutto la mente del progetto, don Stefano Rocca, ex prevosto di Segrate trasferito da qualche settimana e sostituito proprio in questi giorni dal neo arrivato don Norberto Brigatti. La giornata di festa è iniziata con il ritrovo presso la chiesa parrocchiale e i Vespri solenni presieduti dal monsignor Delpini. Al termine, i presenti si sono recati presso Casa Mamre, nell’ex canonica della chiesa di Santo Stefano, dove al termine della benedizione si è proceduto al taglio del nastro. Dopo tanto lavoro, progetti e sogni, Casa Mamre è, quindi, pronta per prendere il largo.
«Sono arrivato a Segrate nel 2006. Il piano superiore della ex canonica era completamente ammalorato, inagibile e pericolante: era sempre più urgente pensare a un intervento risolutivo» ha scritto don Stefano sul giornalino parrocchiale, ripercorrendo il percorso che ha portato fino ai giorni nostri. L’idea di Casa Mamre è nata allora, con il coinvolgimento di tutta la città in una raccolta fondi che non è ancora terminata. «Fino ad ora sono stati investiti un milione e 50mila euro» spiega don Gabriele, vicario parrocchiale che ha affiancato don Stefano nella concretizzazione dell’idea. «Per completare il tutto mancano ancora 300mila euro».
Presto la struttura sarà abitata: i primi a entrarvi saranno Caritas e Acli, che occuperanno il primo piano. Il Circolo Acli svolgerà i servizi di patronato e assistenza fiscale che già forniva, estendendo però il servizio. La Caritas invece, che aprirà già da questi primissimi giorni di novembre, sarà il primo centro di ascolto cittadino, diventando punto di riferimento per tutta la comunità.
Il centro, inoltre, accoglierà e fornirà supporto alle famiglie bisognose, ma non solo: in progetto c’è l’idea di aprire, al secondo piano dell’edificio, una struttura ricettiva per parenti e familiari di persone ricoverate negli ospedali della zona. Per questo, però, ci vorrà ancora del tempo.
Ora che don Stefano è stato trasferito, spetterà al successore, don Norberto, la gestione di Casa Mamre e la scelta dell’indirizzo da darle. A sostenerne il percorso, come detto durante la cerimonia e ribadito in seguito, ci sarà anche l’amministrazione comunale. «Risorsa: questa è la voce che certamente userà l’amministrazione comunale pensando a questa struttura» ha commentato il sindaco Paolo Micheli.«Per il Comune e per la città, Casa Mamre sarà certamente una preziosa risorsa nella vasta e complessa area del socioculturale. Un’area nella quale la domanda di prestazioni e servizi è sempre costantemente superiore alla disponibilità, pressoché ovunque. Applaudo all’apertura di questo centro di servizi che riprende ed estende quelli che sono già pre-esistenti nella nostra parrocchia e posso fin da ora assicurare l’attenzione e il sostegno dell’amministrazione, oltre che il mio personale».
Eleonora D’Errico



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