06 Dicembre 2019

I l Pd rompe gli indugi ed è pronto ad appoggiare Paolo Micheli per la sua ricandidatura a sindaco. In pratica manca solo l’ufficialità, ma è proprio questione di ore. Anzi, anche meno, visto che mentre stiamo andando in stampa è in corso una riunione nella sede dei democratici in cui, salvo clamorosi colpi di scena, verrà sciolta ogni riserva. Al circolino di via Grandi è stata invitata anche la segretaria del partito di Città Metropolitana, Silvia Roggiani, a conferma che non si tratta di una riunione come tante altre. E lo afferma anche il coordinatore cittadino, Francesco Di Chio: «Abbiamo fatto tutti i passaggi che servivano. Ci siamo confrontati tra noi, poi con le sezioni della Martesana e, infine, ne abbiamo parlato con Roggiani. Non sono emerse criticità. Possiamo dire che la ricandidatura di Micheli è la naturale conseguenza del percorso che abbiamo intrapreso quattro anni fa». E, sulla possibile coalizione, Di Chio ha le idee chiare: «Con Segrate Nostra abbiamo un accordo di massima. Paolo è un loro esponente, è di loro gradimento e tra noi c’è sempre stato un buon affiatamento. Per quanto riguarda la neonata Italia Viva, aspettiamo di capire quali saranno i suoi coordinatori locali per poi iniziare un confronto, ma le parole positive che hanno già speso nei riguardi di Micheli fanno ben intuire che siamo in sintonia. E poi incontreremo Sinistra per Segrate per capire quale sia la loro posizione». Della coalizione potrebbe far parte anche una lista civica, il cui nome non è ancora noto, ma che andrebbe a comprendere alcuni esponenti di quella che 4 anni fa si chiamava I like Segrate e che aveva visto come candidato sindaco al primo turno Federico Figini.
Questo per quanto riguarda il centrosinistra, ma cosa sta succedendo, invece, nel centrodestra? Che tra Lega e Forza Italia la distanza sia notevole non è un segreto. Il Carroccio ha ormai candidato ufficialmente Terry Schiavo e la sta presentando alla città in quella che è già una campagna elettorale a tutti gli effetti. Come possa ora tornare indietro è difficile da comprendere. Gli azzurri, invece, insistono sul fatto che se si vuole correre insieme, il nome del leader è ancora da stabilire. E l’accordo raggiunto con le sei liste civiche sa tanto di voce grossa. Domenica in centro a Segrate Forza Italia e Lega erano presenti con due gazebo distinti, e pure a una certa distanza, altro segnale di chi non sembra voler compiere un percorso insieme. E nel bel mezzo troviamo Fratelli d’Italia. «Abbiamo preso atto delle due posizioni, che in questo momento paiono oggettivamente distanti» commenta il coordinatore cittadino Gianpietro Ferrari. «Se non trovano un accordo per andare



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