15 Febbraio 2019

Le educatrici della Residenza Anni Azzurri  “Il Melograno”, a ogni inizio anno puntuali tirano le somme di quello precedente, analizzando i vari progetti, per verificare se possono essere ancora validi oppure se sia il caso di proporre nuove attività o laboratori. Il ruolo dell’educatore, negli ultimi anni, in Rsa è in continua evoluzione perché l’utenza che accede alle diverse strutture è sempre più complessa; rispetto al passato l’età anagrafica degli ospiti all’ingresso, è più alta (80-90 anni di media), le esigenze dell’utenza si sono modificate nel tempo e, infine, il paziente  ricoverato nelle Residenze presenta una o più patologie già in stadio avanzato.  L’educatore si è dovuto confrontare con la presenza di nuove malattie, come la Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) e i casi vegetativi. Questo ha portato il professionista educativo a mettersi in discussione e a trovare nuove strategie di intervento; per questo si è sempre alla ricerca di nuovi canali di comunicazione, che possano instaurare il giusto contatto con l’ospite. Alla base di queste considerazioni si è pensato di proporre attività sensoriali di piccolo gruppo o ancora laboratori che utilizzino come canale di comunicazione la musica. Questa ricerca ha visto anche la collaborazione con le fisioterapiste della struttura. Molto importanti sono  i  due progetti che coinvolgono due diverse realtà: uno per il nostro nucleo Alzheimer  e uno per il reparto più grande che presenta diverse patologie e utenze.  “Il laboratorio dei sensi” è destinato agli ospiti che soffrono di alzheimer, è orientato alla riduzione del danno e rappresenta un metodo di cura, dove per cura si intende il ripristino del tono dell’umore e la riduzione dei sentimenti negativi. L’obiettivo principale che si pone questa attività è di restituire un senso, l’ennesimo, a tutta una vita che pare perduta se misurata dal punto di vista razionale, ma che attraverso momenti di serenità, di gioco, viene recuperata dal punto di vista della dignità, legata all’essere unico e speciale come tutti noi ognuno siamo. Mentre il “Respiro della musica” è rivolto agli utenti della Rsa con un decadimento cognitivo lieve-moderato. In questa attività, utilizzando il ritmo della musica, si porterà l’ospite a effettuare esercizi di respirazione, che si adegueranno alle differenti melodie. Gli obiettivi che ci si pone sono: migliorare la ventilazione polmonare, stimolare la coordinazione musica e movimento, ma soprattutto favorire concentrazione e relax in funzione dei diversi esercizi. Quest’anno verranno riproposti progetti ormai consolidati come la “cura del sè”, laboratorio molto amato dalle signore, “musica e relax”, attività pensata per gli ospiti più irrequieti e compromessi, e, infine,  “musica e ricordi”, durante il quale una melodia diventa un mezzo di reminiscenza. Naturalmente all’interno di una Rsa non può mancare una parte ludica e quindi ogni pomeriggio si organizzeranno attività animative di grande gruppo finalizzate a stimolare cognitivamente l’ospite,  attraverso il divertimento. Continuano anche le collaborazioni con le diverse realtà del territorio, come la presenza in struttura, una volta al mese, dei ragazzi delle cooperative “Il Sorriso” e “Il Germoglio”  e i laboratori organizzati in collaborazione con le scuole materne Don Verderio e Don Vismara di Cassina de’ Pecchi.



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