29 Gennaio 2016

Nella Residenza Anni Azzurri Melograno di Cassina de’ Pecchi è di primaria importanza il benessere psicofisico dei nostri ospiti, ma nel contempo non si perde mai di vista il ruolo del “caregiver”, ossia del  familiare che ha condiviso con il personale responsabile della Residenza l’importante e delicata decisione dell’inserimento del proprio caro.
Visto il ruolo fondamentale che i caregiver continuano ad assumere all’interno della
quotidianità dell’ospite ricoverato nella Residenza, abbiamo pensato di dare voce alle loro testimonianze  sulla decisione, non sempre facile, di inserire un proprio caro nella realtà dell’ R.S.A.
Abbiamo voluto raccontare le esperienze di alcuni parenti che hanno avuto motivazioni ed esigenze differenti nella decisione del ricovero. Questo è stato molto importante per mettere a fuoco le varie necessità che spingono una famiglia ad intraprendere questo percorso con il proprio caro.
La figlia del sig. A.F., nostro ospite da circa 2 anni, ha voluto rivivere con noi  il momento dell’ingresso in struttura del padre, resosi necessario in seguito all’improvviso peggioramento fisico e all’impossibilità di poterlo curare tra le mura di casa. La scelta di essere ricoverato in una R.S.A., invece che rimanere nella propria abitazione  affiancato da una “badante”, è stata presa in comune accordo con il padre,  nonostante i suoi 90 anni.   Un desiderio manifestato dall’uomo,  rimasto impresso nel cuore della figlia, è stato quello di poter mantenere comunque la propria libertà. Questo desiderio, secondo la figlia, è pienamente rispettato durante la sua permanenza in RSA, in quanto il padre ha riscoperto vecchie  passioni come il canto, i vari giochi di gruppo, la possibilità di coltivare il proprio amore per il cinema e il teatro. Anzi, il padre è  tornato perfino ad interessarsi a nuove tematiche culturali grazie alla partecipazione ai Corsi dell’Università della Terza Età. La figlia, visibilmente commossa, afferma con piacere che questa scelta, seppur emotivamente difficile, sta oggi portando i suoi frutti e quindi la rifarebbe nuovamente, proprio per il bene del padre, che vede ancora pieno di stimoli ed interessi oltre che migliorato fisicamente  nel suo stato di salute generale.
Continuiamo ripercorrendo un’ altra  storia raccontataci dalla figlia della signora M.L. con noi da circa un anno. Questa scelta è stata fatta in conseguenza del peggioramento del quadro cognitivo comportamentale della  madre.
Prima dell’avvenimento, la signora M. è sempre stata autonoma e non amava  chiedere aiuto ai vari familiari, infatti ogni volta che tentavano di avvicinarsi per aiutarla lei alzava un muro per sottolineare la sua autosufficienza e indipendenza. Si sono trovati di fronte quindi all’improvviso  decadimento cognitivo accompagnato da un importante declino fisico. Hanno scelto, dopo un ricovero in ospedale, di chiedere aiuto  alla nostra Residenza. L’inserimento non è stato facile soprattutto per aiutare i familiari a comprendere la nuova situazione di vita della mamma. Nel tempo però gli stessi familiari si sono convinti della bontà della loro scelta finalizzata al benessere della madre e per certi aspetti anche loro ne hanno tratto vantaggio alleviando uno stato di ansia e di stress che rischiava di logorare la loro vita quotidiana.
Un’altra bella testimonianza ci è stata offerta dalla figlia del signor A. G. che ha deciso assieme al fratello di inserire il padre in R.S.A,  una scelta anche in questo caso molto ponderata  e sofferta. Prima di portare  il padre in R.S.A. la signora si è informata sulla realtà delle strutture residenziali , una realtà che non conosceva ma che doveva affrontare per una serie di problematiche di gestione del padre, soprattutto perché gli avevano diagnosticato la malattia di Alzheimer, patologia che per il caregiver non è semplice da affrontare e gestire a domicilio e che richiede anche la volontà di un cammino psicologico di accettazione non indifferente. Questa decisione è stata presa per garantire al padre una migliore qualità di vita nella gestione della malattia , una scelta difficile ma piena di amore.   L’impatto, dice la figlia, è stato molto forte, soprattutto è stato difficile il distacco iniziale dal proprio caro, ma con l’aiuto dell’equipe della Residenza Melograno è stato poi più semplice affrontare la situazione soprattutto perché ci si sente meno soli e impotenti di fronte ad una malattia così invalidante. Dopo circa un anno la figlia è contenta di come sta il padre, in quanto nonostante i disturbi comportamentali e il decadimento cognitivo,  è riuscito ad inserirsi all’interno della residenza creando anche amicizie significative  con altri ospiti ricoverati nello stesso reparto.
Un’abitudine che padre e figlia non hanno perso, nonostante il ricovero, è quella di pranzare assieme una volta alla settimana  presso il ristorante della struttura che è a disposizione di ospiti e parenti. La figlia conclude dicendo che a lei piace molto poter passeggiare con il padre negli spazi aperti della struttura,  pieni di verde, che riescono a  rievocare delle emozioni passate e a far riaffiorare ricordi comuni. 
Sono tutte situazioni diverse, ogni caso richiede specifica assistenza ma ciò che li accomuna è il bisogno di aiuto e sussidiarietà manifestato dai parenti per gestire scelte difficili ma necessarie. Nessuno deve sentirsi solo dinanzi ad una situazione di “fatica” e talvolta la famiglia, seppur presente e attiva, necessita di essere supportata e consigliata. La Residenza Melograno e tutti i suoi operatori desiderano contribuire a questo, garantendo ai familiari degli ospiti la propria comprensione e, laddove possibile, una condivisione che sia di supporto psicologico e pratico a ciascuno di loro.

Residenza
Anni Azzurri Melograno
Via Napoli, 2 (Cassina de’ Pecchi)
Tel. 02.95.34.14.10
Numero verde
800.131.851
www.anniazzurri.it



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