16 Febbraio 2018

Nella Residenza Anni Azzurri Il Melograno sono numerose le figure professionali che lavorano per garantire quotidianamente il benessere degli ospiti. A guidare l’équipe sanitaria sono i nostri medici, che si occupano delle cure dei residenti e che rappresentano senz’altro il punto di riferimento principale sia per loro che per i loro parenti. La Residenza ospita 150 persone suddivise su tre piani, ognuno con un medico referente e un’équipe di infermieri, fisioterapisti e ausiliari. Abbiamo voluto dar voce all’esperienza dei medici per sottolineare l’importanza del loro servizio e la peculiarità del loro lavoro in ambito geriatrico.
Abbiamo dapprima incontrato la dottoressa Ana Maria che si dedica alla cura degli ospiti residenti al piano 0. Ana Maria è la più giovane dell’équipe medica, si è inserita nel gruppo di lavoro da circa 6 mesi ma grazie alla sua disponibilità, al suo carattere solare e disponibile e alla sua professionalità è riuscita da subito a entrare in sintonia con ospiti e  familiari.
Dottoressa, vista la sua giovane età, ci incuriosisce molto conoscere il suo percorso formativo. Ce ne può parlare?
«Certamente. Ho iniziato a studiare medicina in Romania, dove sono nata. Dopo la laurea in Medicina Generale ho seguito i primi due anni e mezzo della laurea specialistica in Medicina Interna. A seguire ho continuato la medesima specializzazione in  Irlanda, alla facoltà di Medicina di Dublino, portando a termine con successo il percorso di studio. Questa scelta è stata dettata dalla mia curiosità nei confronti del sistema medico anglosassone. In Irlanda ho avuto anche la possibilità di mettermi in gioco lavorando presso la Medicina d’urgenza in un Pronto Soccorso ospedaliero. Per me è stata un’esperienza molto significativa, che mi ha permesso di conoscere le mille sfaccettature della professione medica, arricchendomi così di esperienza teorica e pratica riguardo alla cura delle emergenze e alla soluzione dei vari casi clinici».
Che cosa l’ha portata a trasferirsi nel nostro Paese?
«L’Italia mi ha sempre affascinato  per la sua storia, la cultura, l’arte, lo stile di vita. Una volta arrivata qui ho proseguito anche gli studi di medicina con la partecipazione a un Master in Ecografia Internistica».
Visto il qualificato percorso formativo e lavorativo che ha intrapreso, che cosa l’ha spinta a lavorare con gli anziani? E, soprattutto, trova soddisfazione nell’esercitare la sua professionalità con loro, in particolar modo presso il Nucleo Protetto Alzheimer, prendendosi cura di  persone con patologie particolarmente impegnative?
«Nonostante la malattia di Alzheimer sia molto complessa e ancora non ci sia una cura preventiva e le terapie non consentano guarigioni, per me è stimolante lavorare con questi pazienti. L’aspetto farmacologico è molto importante, è determinante trovare e gestire correttamente le terapie, ma lo è anche il giusto approccio con gli ospiti, rispettarli, comunicare loro che sono importanti e accudirli nella loro fragilità. Lo stesso vale nella relazioni con i parenti che devono essere supportati, guidati e sostenuti nel percorso di cura dei loro cari».
Incontriamo ora la dottoressa Olena, veterana della struttura e molto amata dagli ospiti del suo piano per la sua solarità e gentilezza. Anche lei, come la collega, ha lasciato dopo gli studi il suo Paese di origine, l’Ucraina,  per venire a esercitare in Italia. La dottoressa è specializzata in Ostetricia e Ginecologia, scelta dettata dalla sua voglia di vedere “nascere la vita”. Quindi ci è venuto spontaneo chiederle come mai si è avvicinata al mondo degli anziani.
«Potrebbe sembrare un paradosso prendersi cura delle persone anziane per chi in passato ha scelto di far nascere dei bambini. Invece entrambe le situazioni, anche se apparentemente così opposte, fanno parte del medesimo ciclo di vita. Quando mi occupavo di natalità capivo di iniziare a dare anni alla vita, oggi con gli anziani mi rendo conto che devo dare vita agli anni, in senso di qualità. Il sorriso di un bambino che nasce e il sorriso di un anziano che ti ringrazia hanno lo stesso valore, comunicano la stessa emozione, ti ripagano di tante fatiche».
Infine abbiamo intervistato il dottor Guido, medico del piano 2,  che ha un percorso completamente diverso rispetto alle colleghe in quanto fin dal principio della sua carriera si è dedicato alla cura degli anziani.
Dottore, ci può raccontare il perché della sua scelta?
“Da giovane laureato ho da subito iniziato a esercitare la mia professione nelle RSA, dapprima nella provincia di Brescia e poi a Milano come Direttore Sanitario. Lavorare in RSA permette al medico di instaurare un rapporto significativo con il paziente, qualsiasi sia la sua patologia. L’ambiente geriatrico permette una crescita professionale e formativa molto interessante, soprattutto agli inizi della carriera. Mi piace molto conoscere le storie di vita degli anziani, relazionarmi in modo cordiale, sostenerli anche emotivamente in questa, talvolta difficile, stagione della loro vita.  Come dottore ho imparato, nel corso degli anni, a non dare importanza solo alla clinica, ma anche alla relazione. Tante volte bastano due parole per far sparire ogni acciacco».  
Vogliamo ringraziare i nostri tre medici per la loro testimonianza che fa emergere quanto sia importante, oltre alla professionalità e al sapere clinico, il saper “essere”, il saper stare insieme agli anziani condividendo i loro bisogni. Li ringraziamo per la professionalità che tutti i giorni mettono a disposizione dei nostri ospiti e dei loro familiari.



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