10 Marzo 2017

La RSA San Rocco di Segrate ha visto come protagonisti  gli anziani residenti e i bambini della Scuola Materna “Arcobaleno” di Rovagnasco per un progetto comune di cucina. La prima fase del lavoro dei nonni consisteva in un laboratorio per la realizzazione di cappellini da chef, da fornire ai provetti cuochi grandi e piccoli.  La fase successiva è stata quella di scrivere la ricetta dei biscotti, con ingredienti e dosi precise, seguita dall’allestimento dei tavoli con tutto l’occorrente (ciotole, formine, mattarello, guanti e grembiulini). Finita la fase di preparazione degli strumenti di lavoro, si è dato il via al laboratorio, con la realizzazione di appetitosi e friabili biscotti.
Per gli anziani partecipanti, questo incontro è stato un’occasione per ritrovare abitudini del passato e per trasmettere ai bambini antiche tradizioni fatte di sapori, racconti e profumi, mentre ai bambini è stata data l’opportunità di avvicinarsi all’anziano visto come nonno. Il clima che si respirava era di gioia immensa: rimettere le mani in pasta è stato per loro un motivo di incontro generazionale. Ai bambini è piaciuto cucinare con i nonni, perché affascinati dai gesti sicuri ed esperti di chi cucina da sempre, gesti che appaiono come espressioni di una sapienza antica, gesti interessanti, da osservare e da provare a ripetere sotto la guida dell’anziano nonno.
Mettere in relazione anziani e bambini è una forma di arricchimento reciproco. Si è constatato infatti che la vicinanza con gli anziani tranquillizza i bambini e li conduce a ritmi più lenti, portandoli a migliorare la loro capacità di concentrazione.  Il laboratorio, come dicevamo, era finalizzato alla realizzazione di biscotti e, dopo aver impastato e steso la pasta frolla, i bambini hanno usato le formine a forma di maschere e li hanno decorati con granelle colorate. L’obiettivo delle educatrici e delle insegnanti è stato quello di creare un percorso di confronto e di condivisione di esperienze. Ciò ha favorito la comunicazione di vissuti, emozioni, curiosità condivise dai partecipanti. Tra i nonni e i bambini si sono create relazioni significative, favorite dall’incontro successivo in cui si è fatta merenda tutti insieme con i biscotti realizzati.
Questa attività è stata molto importante come stimolo cognitivo, poiché gli anziani hanno ricordato procedure e materiali utilizzati per le ricette; si sono anche messe in gioco capacità di manualità fine che erano state dimenticate, come la capacità di impastare e stendere la pasta col mattarello.
L’attivita con i bambini è stata molto utile per creare un ambiente che ha favorito il coinvolgimento attivo dell’anziano, ma è stata anche una insostituibile occasione di azione su aspetti emotivi, quali il piacere e la responsabilita dell’accudire, la continuità affettiva e il piacere nella condivisione di attivita ludiche.
Lo stare insieme è stata una condizione fondamentale per far riemergere la propria identita. L’anziano e il bambino hanno potuto stabilire relazioni di reciproca scoperta, sperimentare sentimenti di rispetto, amicizia, accettazione, potendo così condividere il tempo con soddisfazione e intensita.
 



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