27 Ottobre 2017

Il signor Franco Riccardi è nato a Cremona nel 1930. È stato un grande progettista nello stabilimento della Motta. Franco ha vissuto a Milano ma d’estate è sempre tornato a Cremona per le vacanze e per qualche piccolo lavoretto.
La sua passione per il disegno risale agli anni della gioventù, infatti la sua scelta scolastica e accademica ricadde sul liceo artistico e sulla  successiva specializzazione in architettura all’accademia di Brera.
Quando nacque il suo interesse per la progettazione?
«Ho sempre avuto passione fin da giovane; subito dopo la laurea ho avuto la fortuna di rincontrare un amico di vecchia data che non vedevo da tempo. Dopo una lunga chiacchierata mi propose di andare a lavorare come progettista nell’azienda in cui lavorava, dovendo lui trasferirsi a Napoli. Mi brillarono gli occhi quando mi disse che gli serviva un sostituto nello stabilimento della Motta a Milano!»
Il Signor Franco racconta con passione di quel suo primo lavoro così importante e di quanto si sentì fortunato per aver avuto una così grande opportunità. Non nega che il lavoro non fosse per niente facile, ma fin da subito venne osservato e apprezzato dai suoi superiori.
Ci racconti un po’ dei suoi lavori e dei suoi progetti.
«Durante il mio percorso di studi all’accademia di Brera facevo dei lavoretti che mi permettevano di mantenermi. Andavo a Cremona e lavoravo, come grafico, alla creazione di manifesti.
Il mio primo vero progetto è stato quello di arredare la casa di mia sorella.
Se parliamo di commissioni importanti la prima è stata quella relativa alla progettazione dell’area di servizio “Somalia”, vicino a Melegnano. Per me e per l’azienda è stato decisamente un traguardo importante.
Successivamente sono stato promosso come capo dell’ufficio disegnatori; lavoravano con me quattro ragazzi con cui collaboravo molto bene. È stato molto soddisfacente questo lavoro di equipe.»
Franco, ormai in pensione, non ha ancora visto spegnersi la passione per le attività artistiche: «Continuo a disegnare, per lo più case, ma anche donne. Mi cimento anche nei ritratti. Disegnare mi rilassa, mi tiene impegnato durante la giornata e soprattutto mi permette di mantenere il cervello allenato, poiché è necessario ragionare mentre si disegna, bisogna valutare prospettive ed effetti, non si lascia niente al caso! Posso ritenermi soddisfatto della mia vita lavorativa e posso dire che avrei continuato se l’età non avesse avuto il sopravvento. Posso solo dire che finché ne avrò la forza non smetterò di dedicarmi alla mia passione per il disegno.»

Angela Marghella (educatrice)
 



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