24 Febbraio 2017

Nella Residenza Anni Azzurri il Melograno, numerosi sono i personaggi importanti che fanno e hanno fatto parte della nostra grande famiglia. Da circa un mese abbiamo il piacere  di ospitare un famoso doppiatore italiano, il signor Carlo Bonomi.
È noto per aver dato la voce a numerosi personaggi, che hanno segnato la storia della televisione italiana. Il signor Carlo Bonomi è nato a Milano, nel 1937 dove ha svolto la maggior parte della sua carriera artistica.  È stato il vincitore di numerosi premi, tra cui la Prima Targa “ Franco Latini”. La sua personalità carismatica e la sua brillante carriera ci hanno dato lo spunto per questo servizio che vuole  celebrare la sua vita artistica. Il signor Carlo si è subito mostrato disponibile ed entusiasta a rispondere ad alcune domande così da poter ripercorrere con la memoria e il cuore i momenti più importanti della sua attività.
“Ci racconti quali sono i personaggi più importanti che ha doppiato”
Ho dato voce a molti personaggi, ma quelli a cui sono più legato  sono  i personaggi della serie animata Pingu, famoso cartone animato che descrive  la vita di una famiglia di pinguini del Polo Sud. Il motivo per cui sono molto affezionato a questo personaggio è perché mi ha dato la possibilità di creare linguaggi di mia invenzione, ottenuti imitando rumori, suoni vari, e utilizzando onomatopee od assonanze con lingue esistenti. Questo linguaggio di mia invenzione, chiamato “grammelot”, è stato il motivo per il quale Pingu è diventato un successo internazionale. Sulla scia di questa serie animata nasce il doppiaggio del cartone “La Linea” di Cavandoli. Mi sono divertito a doppiare questo personaggio, dove con borbottii e comiche imprecazioni  in un linguaggio incomprensibile, sono riuscito ad inserire espressioni in dialetto lombardo, anche se difficili da riconoscere.
“Signor Carlo Bonomi, ci ha raccontato dei personaggi che ha preferito interpretare, ma come le è nata la passione per il doppiaggio?”
L’amore per il doppiaggio mi è scoppiato da bambino. Ho iniziato a riprodurre suoni con la voce mentre giocavo con i soldatini. Ripetevo i rumori delle armi durante la guerra. Da li quindi anche l’idea da adulto di creare il famoso linguaggio grammelot conosciuto in tutto il mondo e oggetto di studio in numerose tesi universitarie.
“Quali le principali tappe artistiche della sua carriera?”
Ho iniziato a fare i provini alla RAI con il grande e compianto Ferruccio Amendola,  all’epoca eravamo i due doppiatori più richiesti in televisione. Sono stato preso inizialmente per cantare il jingle della pubblicità della Ferrero “ Gigante pensaci tu”.  Dopo una lunga gavetta, ho partecipato al doppiaggio di importanti telefilm come “La Signora del West” e “Tre nipoti e un maggiordomo”.
“Ma oltre ad aver lavorato come doppiatore, ha interpretato anche ruoli da attore?”
Non ho mai voluto recitare in tv o al cinema, ma ho preferito dedicarmi al teatro, una mia grande passione e soddisfazione. Uno dei primi lavori teatrali l’ho messo in scena con Nino Besozzi, interprete già conosciuto all’epoca del Carosello.
Come è riuscito a conciliare la famiglia con gli impegni lavorativi?
“Sono stato davvero un uomo molto fortunato, ho avuto una moglie che mi ha sempre seguito durante i miei spostamenti e spettacoli, stando sempre al mio fianco insieme alle mie figlie”.
Ha proposito delle sue figlie, sappiamo che una ha seguito le sue orme. Quali consigli  le ha dato?
“Come padre ho cercato di starle vicino senza imporle le mie scelte, nonostante fossi consapevole che la carriera artistica per una donna è più in salita”.
“Signor Bonomi, infine, guardandosi indietro, è soddisfatto della sua vita?
“Si , sono molto soddisfatto. Ho avuto una bellissima carriera e una famiglia unita e pronta a sostenermi nei momenti più difficili. Non mi posso proprio lamentare”.
Questa intervista ci ha molto emozionato, è sempre bello ascoltare i racconti dei nostri ospiti, perché nei loro occhi in questi momenti si può leggere la passione e l’amore che hanno per il loro passato. La ricchezza delle loro esperienza sono per tutti noi fonte di ammirazione.



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