16 Febbraio 2018

Partendo dai vostri quesiti, delineiamo  le implicazioni più frequenti riferite alla casa familiare in un contesto di crisi matrimoniale.
Sergio da Segrate ci chiede se “È lecito abbandonare la casa familiare prima che sia intervenuta la separazione legale” precisando di avere “l’udienza della separazione tra due mesi”. Se è vero che l’abbandono della casa coniugale costituisce una violazione dei doveri del matrimonio (in particolare quello della coabitazione), esso è comunque possibile tutte le volte in cui la crisi della coppia è conclamata e l’unione è venuta  meno. La giurisprudenza ha chiarito che il c.d. “abbandono del tetto coniugale” può dar luogo ad una separazione per colpa solo se  è esso stesso causa della rottura e non la conseguenza di una crisi già in atto (Cass. Civ. n. 11785/2016). Nel caso di specie, la procedura di separazione è già stata avviata e, perciò, è certo che l’unione sia venuta meno, per cui l’allontanamento dall’abitazione familiare, non può essere considerato la causa dell’intollerabilità della convivenza e, quindi, non   comporterebbe l’addebito della separazione nei confronti
di Sergio.
Valeria da Pioltello ci dice di essere prossima alla separazione dal marito e ci chiede: “A chi, e con quale criterio, verrà assegnata la casa familiare?”. La lettrice nulla precisa in merito alla propria situazione familiare, dunque genericamente precisiamo che la casa familiare spetta di preferenza al genitore a cui vengono affidati i figli, anche se è di proprietà comune o dell’altro coniuge o di terzi. Ciò dal momento che l’assegnazione della  casa   coniugale segue la regola del superiore interesse  del   minore a mantenere immutato almeno il luogo della sua residenza. Se, invece, la casa è in affitto, il contratto viene trasferito a nome del coniuge che vi rimane ad abitare. Se, poi, non ci sono figli, i coniugi  dovranno decidere come regolamentarne l’uso, non potendo il Giudice, in assenza di figli, decidere in merito.
Anna da Cernusco ci scrive: “Una volta che la casa familiare è assegnata a uno dei due coniugi, di prassi quanto tempo ha l’altro coniuge per lasciare libera la casa? Cosa succede se non ottempera a tale obbligo?”.  Di norma, il provvedimento presidenziale   dispone un termine per l’allontanamento del coniuge non assegnatario della casa coniugale. Il termine varia da caso a caso, di solito da una settimana a un mese, e in difetto di adempimento, il titolare dell’assegnazione può far eseguire coattivamente il provvedimento del   Giudice della separazione per il   tramite dell’Ufficiale Giudiziario notificando all’ “occupante” un atto di precetto con il quale gli ordina di lasciare l’immobile entro i dieci giorni successivi alla notifica con l’avvertimento che, in difetto, si procederà ad esecuzione forzata.



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