15 Dicembre 2017

In questo numero vogliamo affrontare i dubbi circa la cancellazione del protesto di un assegno.
Lo spunto arriva da A. di Peschiera  il quale ci espone di aver consegnato due assegni post datati a un creditore, con l’accordo verbale di mettere all’incasso detti effetti solo alla data precisa indicata sugli assegni.
A causa però di un calo nelle proprie entrate il debitore chiedeva al creditore di attendere con il deposito del secondo assegno posta la momentanea carenza di fondi. Nonostante ciò però il creditore di A presentava ugualmente l’assegno all’incasso e l’assegno veniva protestato. Chiede quindi A cosa deve fare per ottenere la cancellazione del protesto anche al fine di evitare ulteriori conseguenze sulla propria attività lavorativa.
Va precisato subito che il protesto dell’assegno bancario non può essere cancellato immediatamente, nel senso che, pur dopo l’avvenuto pagamento, deve rimanere pubblicato per almeno un anno nel Registro informatico dei protesti. Nel corso di questo anno, peraltro, il soggetto protestato non deve aver subito altri protesti. Non solo, ma per ottenere la cancellazione è necessario essere in possesso del provvedimento di riabilitazione, che si ottiene  con un apposita istanza da presentare al Presidente del Tribunale competente, che è quello della circoscrizione in cui risiede il debitore. Solo dopo aver ottenuto il provvedimento di riabilitazione è possibile  chiedere all’ufficio protesti della provincia in cui è stato pubblicato il protesto, la cancellazione, presentando una apposita domanda.
In questo senso, quindi, A. dovrebbe attendere tempi non proprio brevi. Va detto però che, prima del decorso dell’anno e sempre che l’assegno, pur protestato, sia stato pagato, A. potrebbe chiedere alla Camera di Commercio competente di inserire un’annotazione aggiuntiva sul Registro protesti , dalla quale risulti che l’assegno sia stato “pagato dopo il protesto”. In questo modo il soggetto protestato , pur ancora segnalato nel Registro informatico dei protesti, risulterebbe quanto meno solvibile.
Un’ipotesi residua è quella di instaurare un giudizio di merito in tutti quei casi in cui il soggetto protestato dimostri di aver subito un protesto illegittimo o erroneo. In questo caso infatti e sempre che la circostanza sia provabile, chi ha subito un protesto potrebbe presentare un ricorso d’urgenza al Tribunale competente per  ottenere la cancellazione anche prima del decorso dell’anno previsto dalla legge. Ovviamente il rischio è quello di instaurare un vero e proprio giudizio con costi anche importanti senza la certezza di vedere. riconosciute le proprie ragioni.



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