29 Maggio 2017

In questo numero di luglio trattiamo tre quesiti inerenti la materia condominiale, che riveste sempre un grande interesse. S. da Pioltello ci scrive:  “Sono proprietario di un posto auto che ho affittato di recente. Preciso che i posti auto sono aperti e sono all’interno di un cortile comune.  Il proprietario del posto di fianco al mio ha deciso di “transennare” il suo senza avvertire nessuno né chiedere il permesso all’amministratore condominiale. Queste “transenne” rendono molto disagevole alla mia inquilina il parcheggio della propria autovettura. È lecita l’iniziativa presa dal mio vicino?”. La risposta al quesito è senza dubbio negativa. Intanto da quanto scrive il lettore di Pioltello, non sembrano esserci motivi d’urgenza o di necessità tali da giustificare il posizionamento di queste  “ transenne”. Inoltre i posti auto dei quali si discute, pur essendo di proprietà privata, sono però ubicati all’interno di uno spazio comune, ove ciascun proprietario e/o affittuario ha il diritto di farne un uso pari agli altri.  Infine, ed è l’aspetto forse più importante, il godimento di un posto auto da parte di un condomino non deve diminuire o ledere l’uso che ogni condomino possa fare del proprio posto auto. Cosa che invece accade nel caso del nostro lettore, il cui inquilino non può agevolmente utilizzare il posto auto affittatogli , a causa delle transenne messe dal vicino. Tanto più se il regolamento condominiale non autorizza atti di disposizione di questo genere. Quindi in assenza di autorizzazioni diverse da parte dell’assemblea condominiale, direi che il lettore di Pioltello, meglio se insieme all’amministratore condominiale, avrà tutto il diritto di far valere le proprie ragioni davanti agli organi giudiziari competenti, qualora il condomino prepotente non tolga le sue transenne.
B. da Bussero pone un problema similare, che peraltro ci è stato segnalato anche da molti lettori tra Cernusco, Peschiera e Pioltello: “Vivo in condominio e il mio vicino di casa, che ha ben due box, consente alla figlia, che vive altrove, di parcheggiare il proprio fuori strada, nel corsello dei box. Questo  mi obbliga a fare molte più manovre per uscire dal mio garage, con il rischio di danneggiare la mia vettura, quella della figlia del mio vicino, oltre alle basculanti di fianco alla mia. È legittima la presenza di questa vettura? devo tollerarla o posso fare qualcosa?”. Anche in questo caso, mi sento di rispondere al lettore di Bussero che la presenza di questa vettura non è esattamente legittima. Il corsello dei box infatti è parte comune e a meno che il regolamento di condominio non disponga diversamente , non può essere utilizzato da un condomino singolo oltre i limiti posti dalla comunione. Quindi, già il fatto che una porzione del corsello venga occupata stabilmente da un solo condomino , non è legittimo. Se poi l’occupante in questione non è nemmeno un condomino e non sussistono ragioni di urgenza, di necessità o di natura transitoria, che giustifichino la presenza di una vettura , allora la questione diventa ancora più pesante da tollerare.  Suggerirei a chi ci ha segnalato il problema di mettere all’ordine del giorno della prima assemblea utile la questione in esame.
P. da Peschiera ci chiede : “Vivo in condominio ed ho sempre pagato con regolarità le spese condominiali. Poiché però ritengo che l’operato dell’amministratore non sia più soddisfacente per molte ragioni che non sto ad elencare, ho deciso di non pagare le prossime spese sino a quando non avrò da lui le spiegazioni che ritengo sia mio diritto avere. Posso farlo?”.  Anche questo è un quesito che ci viene spesso proposto, soprattutto quando insorgono dissapori con l’amministratore. Purtroppo però bisogna sempre ricordarsi che l’obbligo di pagare le spese di condominio è molto forte e non ammette sospensioni. Anche perché gli oneri condominiali non vengono intascati da chi amministra il condominio, ma servono per gestire il condominio. Quindi il lettore di Peschiera rischierebbe di vedersi notificare un bel decreto ingiuntivo per le rate non pagate. Otterrà sicuramente di più, pagando le sue spese e poi, eventualmente, agendo contro l’amministratore  per far valere le sue ragioni.
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