27 Maggio 2016

Cari amici,
siamo giunti in dirittura d’arrivo, o meglio di partenza!
Manca poco meno di un mese al nostro viaggio in Etiopia e già i preparativi fervono.
Stiamo organizzando le valigie cercando di rispettare i pesi imposti dalla compagnia aerea.
Quest’anno abbiamo potuto acquistare i biglietti usufruendo della tariffa missionaria che, pur essendo leggermente più alta, ci consente di portare con noi gratuitamente 3 bagagli da 23 kg oltre a uno zaino in cabina di 7 kg.  Anche questa volta, grazie alla generosità di molti, abbiamo potuto raccogliere vestiario e  medicinali di vario tipo che nei paesi del Terzo Mondo sono preziosissimi. Li consegneremo direttamente alle suore di Madre Teresa di Calcutta che andiamo a visitare ogni anno e anche a un piccolo ospedale arroccato su un altopiano nelle vicinanze di Adigrat, in Tigray, anch’esso  gestito da 3  suore della congregazione di Sant’Anna.
Pensate che lo scorso anno faticavamo a credere che queste minute sorelle potessero da sole provvedere ai 12  malati ricoverati, alla cucina, alla pulizia e anche a un giardino meraviglioso e a un piccolo orto.
Sveglia alle 4 del mattino, poco tempo dedicato alla preghiera e moltissimo al lavoro. Duro, estenuante, in condizioni di estrema povertà e senza alcun supporto se non la forza data dalla loro profonda fede e la convinzione che questa vita terrena sia solo un passaggio, una sorta di transizione per una felicità ed una Vita Eterna ben più appagante e ben più importante di quella attuale.
Ogni volta che, inevitabilmente, attraverso momenti più o meno lunghi di grande sconforto e di debolezza dati da un’assenza ancora inaccettabile,  penso a quelle suore, non posso farne proprio a meno, e penso al loro sorriso rasserenante, alle sofferenze e alle brutture nelle quali si imbattono quotidianamente e traggo da questo ricordo ben nitido la forza per affrontare il buio dell’anima e l’ineffabile dolore.            
La situazione in Etiopia è ora più calma.  Dopo i massacri dei mesi scorsi in cui più di duecento persone hanno perso la vita e centinaia di bambini sono stati rapiti
ad opera della tribù dei Murle, il governo etiope, intervenuto in maniera massiccia e con un grande dispiegamento di soldati, è riuscito a riportare l’ordine.
Questo ci rasserena perchè non nascondiamo di aver temuto anche per i nostri missionari salesiani che vivono nelle zone di guerriglia e per Abba Filippo con il quale abbiamo realizzato 10 dei 13 pozzi finora completati.
Abbiamo saputo proprio oggi che i tre pozzi che andremo a inaugurare sono completati e forniscono abbondante acqua, le targhe sono in fase di stampa e, in linea di massima, anche il programma della nostra visita quasi interamente definito.
Tutto pronto o quasi, compresi i richiami annuali delle vaccinazioni.
Mi piace pensare che Andrea si imbarcherà con noi il  20 Giugno sul volo ET 703 o che ci accoglierà  festante e sereno  al nostro arrivo ad Addis Abeba.
In fondo è lui che ha voluto tutto questo e, come dico sovente, lui ci ha indicato una strada.
Noi la stiamo semplicemente percorrendo.
Con la gioia nel cuore!

Un pozzo
per Andrea
A cura
di Elisabetta
De Nando
 



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