14 Settembre 2018

Sono quindici racconti ed altrettanti quadri per quella che può essere considerata una vera e propria via crucis  di uno delle più grandi tragedie da sempre: la violenza sulle donne. Ad allestire questa mostra sono due nomi molto conosciuti a Peschiera: Carla Bruschi, consigliera comunale di Forza Italia, in questo caso nelle vesti di artista, e Barbara Sanaldi, giornalista de Il Cittadino.  Bruschi con colori e pennello, Sanaldi con la sua capacità di scrivere hanno unito le forze in un progetto chiamato “Donne a perdere”, che sarà presentato martedì 18 settembre, alle 19, a Palazzo Lombardia, a Milano. «Quando ero assessore ai  Grandi Eventi, avevo letto i racconti di Barbaraı» spiega Bruschi, «e me ne ero subito innamorata. Durante un mio recente momento di riflessione mi sono accorta che è arrivato il momento che tutti dovremmo fare qualcosa davanti a un dramma come la violenza sulle donne e così ho chiamato Barbara e le ho esposto il mio progetto». E Sanaldi ha colto al volo il senso del suo ragionamento: «Avevo nel cassetto questi racconti ispirati purtroppo a fatti di cronaca vera e ho trovato interessante dare voce a queste donne, che voce non hanno più, tramite la parola e la pittura». E in poco tempo è nata “Donne a perdere”. La mostra è composta da 15 pannelli dove sono riportati i racconti e altrettanti, accanto a questi, dove vengono raffigurati in un dipinto. L’utimo, proprio come nella via crucis, è quello della resurrezione perché è la storia di una donna che si salva e quindi il messaggio di speranza è più che evidente. «Dipingo da tantissimi anni» prosegue Bruschi, «ma posso assicurare non ho mai provato un’emozione così forte come in questo caso. Davanti alla tela bianca mi sono commossa più volte. Non volevo cadere nel banale e al tempo stesso dovevo immedesimarmi in queste donne per potere rappresentare la loro tragedia. Sono quadri contemporanei, con donne del mondo di oggi, sensuali e vere. Serviva un segno temporale ben preciso ed è quello che ho cercato di fare». La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre, dalle 10 alle 18, escluso sabato e domenica. «Ma altri Comuni ci hanno già contattato. Diventerà una mostra itinerante» assicurano le due donne.



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