15 Marzo 2019

Il Partito Democratico torna a battere sulla questione sanità. Nell’ultimo consiglio comunale dove si è discusso e votato il Bilancio di previsione per il triennio 2019/21, i due rappresentanti del Pd, Luca Zambon e Lorenzo Chiapella hanno chiesto l’attuazione di una serie di investimenti da parte del Comune, il primo dei quali riguarda una Rsa, ovvero un centro riabilitativo polifunzionale con la presenza di una residenza sanitaria assistita e un centro di diurno integrato.
«Non è pensabile utilizzare i soldi dei contribuenti solo per fare manutenzione all’esistente e non cercare di investire in settori delicati che possono rappresentare una risposta nel medio e lungo termine ai bisogni dei cittadini» le parole dei due consiglieri. «Già nel 2017, con il benestare della giunta, il nostro territorio ha subito un vistoso taglio ai servizi dell’ex Asl di via Matteotti, incidendo notevolmente sull’offerta dei servizi sanitari per i peschieresi. A suo tempo avevamo raccolto 600 firme, ma non servirono a niente e non furono neppure prese in considerazione. Crediamo che per Peschiera sia arrivato il momento di  colmare il gap con gli altri Comuni in termini di servizi e non solo, cercando di accrescere la qualità e quantità degli stessi».
Inoltre ha suggerito di acquistare la ex Postalmarket, presentando un progetto, che possa portare una serie di servizi decentrati a San Bovio. «Questa frazione da troppo tempo richiede interventi che vadano al di là dell’ordinario e chiede che agli slogan ora possano seguire anche fatti», proseguono Zambon e Chiapella. «Questa giunta ha un’occasione unica che difficilmente potrà ripresentarsi. Le risorse accumulate dalle precedenti amministrazioni adesso non sono più vincolate, come in passato, dal patto di stabilità. Non ci sono quindi più alibi per non poterle investire, serve solo la capacità politica di farlo. Quello che desideriamo è di far tornare Peschiera Borromeo ad essere una città che dia servizi ai suoi cittadini non solo nel breve, ma anche nel medio e lungo termine diventando così un faro in tutto il Sud Est milanese».



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