12 Gennaio 2018

Vestiti pesanti e una tenda, va benissimo anche piccola: questo è quello che Vili giovane nomade di etnia rom che frequenta spesso i portici del centro commerciale di San Bovio, chiede da qualche settimana ai passanti che si fermano a dargli qualche moneta. E la risposta dei cittadini non si è fatta attendere. Da parecchio tempo ormai i residenti del rione sono abituati a vedere il ragazzo arrivare tutte le sere in bicicletta dal campo zingari di viale Forlanini, sotto il cavalcavia della tangenziale, per posizionarsi all’entrata del supermercato del quartiere per fare l’elemosina. «Non ha mai creato alcun problema», sostengono gli abitanti del rione. «Arriva intorno alle 18 e se ne va dopo un paio d’ore intorpidito dal freddo. I negozianti lo conoscono e quando possono gli chiedono un aiuto per svolgere qualche piccola mansione». Le persone che hanno avuto la possibilità di scambiare due parole col giovane sono rimaste molto colpite dalla sua storia. «Ho moglie e figli», sostiene il nomade. «Mia moglie va e viene dalla Romania. È malata da tempo e cerchiamo di arrangiarci per trovarle delle cure». Il ragazzo, che la mattina presto si può vedere distribuire quotidiani gratuiti sul ponte dell’Ortica in fondo a via Corelli, ha trovato nei cittadini della frazione peschierese un supporto difficile da riscontrare in altre zone. Da qualche settimana, però, quando le persone si accingono a lasciargli qualche moneta, Vili chiede timidamente se hanno anche qualche indumento pesante da donargli. «Due settimane fa il mio campo è stato sgomberato per l’ennesima volta», racconta il rom. «Molti dei frequentanti se ne sono andati, ma io e la mia famiglia non sappiamo a chi rivolgerci e al momento dormiamo all’aria aperta. Per questo cerchiamo una tenda: serve per ripararci durante la notte». Un appelllo il suo che non è caduto nel vuoto. I residenti si sono subito attivati ed è partito un tam tam sui social, volto a trovare una tenda da donargli o per lo meno a fare una colletta per comprargliene una. Moltissime persone si sono rese subito disponibili con vestiti invernali e sacchi a pelo, e dopo pochi giorni è stata trovata anche una piccola tenda perfetta per affrontare l’emergenza di questo freddo periodo.
Mattia Rigodanza



Scarica il PDF dell'edizione 1-2018 (7.3 MB)