11 Luglio 2019

Si intitola “Un percorso di pace” ed è un libro scritto dai 18 bambini della 3B di via Bolivia e dai loro genitori. Come è facile intuire, si tratta di riflessioni su uno dei temi di maggiore attualità. «Ma non si tratta di questioni politiche, quelle non ci interessano» assicura Lorena Raffuzzi, l’insegnante che ha avuto l’idea di questo progetto. «Il libro nasce sulla falsariga di un volumetto che avevo fatto in passato, quando insegnavo a Cernusco. In quel caso trattammo l’argomento dei diritti dell’infanzia e fu un successo. Così ho pensato di riproporlo quest’anno nella mia Pioltello, dove sono tornata a insegnare, cambiando però il tema portante». Insieme ai bambini è così iniziato un percorso sulla pace, sfociato in una serie di pensieri, messi nero su bianco. «Abbiamo lavorato sul concetto di pace in senso davvero ampio» prosegue Raffuzzi. «Ad esempio alcuni hanno ragionato sul fatto che capita di litigare, ma poi l’amicizia prevale ed ecco che fanno la pace». Molto toccante è stato anche l’incontro con i bambini bielorussi, ospiti in città grazie all’associazione “26 aprile - Progetto Chernobyl”. «Li abbiamo accolti con alcune frasi tratte dal “Il piccolo principe” e tradotte in russo» racconta l’insegnante, «alla fine i bambini, anche se non parlavano la stessa lingua, giocavano insieme con grande entusiasmo». Il passaggio successivo è stato quello di coinvolgere i genitori. È stato chiesto anche a loro di scrivere dei pensieri legati al tema della pace. «La mia è una classe multirazziale ed è stato bello vedere come tutti volevano dare il loro contributo nella loro lingua» conferma Raffuzzi. «E così sul libro troviamo ninne nanne, filastrocche e perfino ricette. Il tutto scritto sia in italiano che rumeno, arabo e così via. Perfino nei nostri dialetti, perché qualcuno ha voluto dare risalto alla sua terra natia». Il libro è stato successivamente letto insieme a figli e genitori, ma il progetto non si chiude qui. «Invito tutti a unirsi a noi in quello che chiamo cerchio della vita« conclude l’insegnante. «Chiunque può mandare pensieri  o riflessioni sulla pace, sull’amicizia e sulla vita. Il nostro percorso non si esaurisce mai».



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