06 Settembre 2019

Estate alle spalle, si ricomincia. E lo facciamo con la consueta intervista settembrina al sindaco Ivonne Cosciotti.
Partiamo con i ricordi: come sono andate le vacanze?
«Direi molto bene. Sono riuscita a prendermi una decina di giorni, in cui ho staccato un po’ la spina. Per chi è sindaco, riuscire a trovare leggerezza non è per nulla facile. Comunque, ho ricaricato le pile e sono pronta a riprendere».
Affrontiamo subito un carico da 90, allora. Lei ha deciso di impegnarsi  molto per rilanciare il Satellite. A che punto siamo?
«Pioltello ha 37mila abitanti, di cui la metà ubicati al Satellite. Io vengo da quel quartiere, quindi conosco bene quella realtà e i suoi storici problemi. Non tanto la multiculturalità, come banalmente si potrebbe pensare, quanto il degrado e una situazione economica difficile.  Proprio per questo ho creato una delega ad hoc per Satellite e piazza  Garibaldi, che ho tenuto per me. C’è solo da lavorare tanto, e sodo».
Ma la gente percepisce l’impegno che avete deciso di metterci?
«In effetti lavoriamo più di quanto si possa immaginare e i risultati sono inferiori rispetto all’impegno profuso, ma ne eravamo consapevoli. Parliamo di un quartiere con 2mila abitazioni, di cui la metà sono sotto procedura esecutiva, oltre a debiti pregressi dei condomini che provocano il blocco degli ascensori, del gas e così via. Proprio per spiegare il nostro impegno, ho voluto confrontarmi con i residenti in una serie di incontri».
E come sono andati?
«A volte ci sono stati scambi anche aspri, ma siamo riusciti a fare passare il messaggio che siamo presenti, che lavoriamo a stretto contatto con il prefetto, e abbiamo anche spiegato una serie di risultati che abbiamo ottenuto per loro, come, ad esempio, che i condomini possono fare il singolo allacciamento all’acqua».
Qual è la lamentela principale che vi viene segnalata?
«Direi il degrado. Spesso la gente non rispetta i luoghi e i propri vicini. Per questo stiamo lavorando a livelli più alti, con l’obiettivo di riqualificare il quartiere. Penso al bando periferie, dove abbiamo chiesto la collaborazione dei residenti stessi, ma anche all’intenzione di ristrutturare le facciate degli edifici, senza chiedere un euro ai residenti. Vorrei, però, che ai pioltellesi arrivasse un messaggio preciso».
Quale?
«Noi ci occupiamo non solo del Satellite, ma di tutti i quartieri cittadini. Se, però, riusciamo a sdoganare quelli considerati più complessi, a trarne vantaggio sarà tutta la città».  
Cambiamo argomento: il primo impegno settembrino del sindaco?
«Sono una romantica, per me settembre significa che si torna a scuola. Andrò in tutte le classi elementari e medie per salutare i ragazzi e le famiglie. Questo è un appuntamento che mi piace moltissimo. Ci tengo che i piccoli pioltellesi conoscano le istituzioni e che mi diano consigli. Dobbiamo partire da loro per ridare fiducia alla politica. Dobbiamo insegnare che ci si può impegnare, ed è nobile, per il bene di tutti. E poi quest’anno tornare a scuola vorrà dire anche qualcosa d’altro. Consegneremo, infatti, un iPad a tutti i ragazzi delle medie, mentre in ogni classe delle elementari ci sarà una Lim, la lavagna interattiva multimediale».
La sua amministrazione parla spesso di sicurezza. A che punto siamo con i lavori della nuova caserma?
«Salvo imprevisti, i lavori finiranno a gennaio. Subito dopo dovrebbe avvenire il trasferimento della Compagnia dei carabinieri di Cassano d’Adda nella nostra città. Questa struttura è stato un grosso impegno economico per noi, ma siamo certi che sia un segnale importante, alla voce sicurezza. E riapriremo anche via Morvillo, alle spalle della caserma, per raggiungere in pochi minuti proprio il Satellite».
A proposito di sicurezza, che fine ha fatto la superpolizia locale che opererà in 28 Comuni della zona?
«A giorni si terrà un primo incontro.  Il referente politico sono io, mentre da un punto di vista tecnico dovrebbe proprio essere il nostro comandante, Lorenzo Mastrangelo.  E presto partiranno i primi corsi formativi, che si svolgeranno proprio a Pioltello. Insomma, il progetto è in movimento».
Il futuro insediamento del mega centro commerciale Westfield sul territorio di Segrate, ma molto vicino al confine con Pioltello, potrebbe crearvi ripercussioni?
«Innanzitutto, io non amo particolarmente i centri commerciali. Westfield sarà anche un’opportunità di lavoro, ma l’impatto ambientale che si prospetta è evidente. Sinceramente avrei preferito veder sorgere un parco giochi. Come sindaco di Pioltello sono perplessa, perché la maggior parte del traffico si riverserà tutto sul nostro territorio. Appare evidente che è mancata una certa attenzione nei confronti della nostra città, ma mi adopererò in ogni modo perché i disagi siano limitati».  
Ormai è sindaco da tre anni e di decisioni ne ha dovute prendere già parecchie: c’è qualcosa che non rifarebbe?
«Sono entrata in politica che ero una novellina e in questi anni ho acquisito una certa esperienza. Però ho sempre avuto la dote di ascoltare gli altri. Le grandi decisioni hanno avuto ampia condivisone in giunta e con i gruppi di maggioranza. Quindi molte iniziative, quando sono giunte all’iter finale, avevano già registrato delle modifiche migliorative. Forse l’unica cosa che non rifarei è ridurre i dirigenti da 4 a 3. O meglio, è una scelta che considero giusta, anche per una questione di risparmi, ma andava introdotta con tempistiche più lunghe».
E di cosa è particolarmente fiera?
«Il Bilancio partecipativo è stato un grande successo, a conferma che i cittadini, se stimolati bene, sono pronti a essere coinvolti. E l’iniziativa non è rimasta sulla carta. Quando partiremo con la nuova edizione, i progetti vincitori della precedente saranno tutti ultimati».
Conferma che la giunta rimarrà la stessa per cinque anni? Nessun piccolo rimpasto?
«Confermo. Sono convinta che l’impronta politica debba avere continuità. Salvo imprevisti, non ci saranno cambi o rimpasti».
Non teme che le varie correnti, a livello nazionale, del Pd possano influire anche nel locale, magari con una richiesta di un assessorato?
«A Pioltello questo non succederà, ne sono certa. Nella mia maggioranza i giochi delle correnti vengono dopo l’idea di governare per il bene della città. E poi, i miei alleati sanno che io non sarò mai disponibile a queste cose. Si va tutti a casa, altrimenti».
Ultima domanda. Lei, spesso, rivendica il ruolo centrale delle donne nella vita di un paese: essere un sindaco donna nel 2019 è più complicato che essere un sindaco uomo?
«Non credo. Nella politica, così come nelle aziende, ora si registra una maggiore apertura. E noi donne dobbiamo metterci in gioco. All’inizio del mio mandato forse c’è stata qualche frizione con la parte amministrativa, ma, oggi come oggi, intorno a me non sento alcuna perplessità sul fatto che il sindaco di Pioltello sia una donna.
 



Scarica il PDF dell'edizione 27-2019 (4.3 MB)