11 Maggio 2018

Di recente monsignor Delpini ha chiesto agli amministratori locali di fargli pervenire una serie di riflessioni su temi importanti come l’immigrazione e le nuove povertà per affrontarli in sinergia, non solo con inteventi di carità. E il suo appello è stato subito raccolto dal sindaco Ivonne Cosciotti, che ha scritto una lunga lettera al vescovo. «La proposta di monsignor Delpini di portare la nostra voce al suo ascolto, l’ho trovata davvero importante. E mi è sembrato giusto raccontare l’esperienza della mia città, che giorno per giorno affronta la multiculturalità, l’immigrazione e le nuove povertà. Come cattolica, e come sindaco, ho sentito una doppia responsabilità. Il suo appello non andava fatto cadere, anche perché sui nostri tavoli istituzionali, come quello del bando sulle periferie, l’anima religiosa è già presente». Ecco alcuni passaggi della lunghissima lettera scritta a Delpini: “I Comuni piccoli o medi come Pioltello, in questi anni sono sottoposti a una enorme pressione da parte dei propri cittadini. La crisi economica, i mutamenti repentini nel mondo del lavoro, i flussi migratori hanno cambiato, spesso radicalmente, il modo di vivere di intere fasce di popolazione. Molti dei nostri concittadini versano in uno stato di bisogno, altrettanti sono spaesati o addirittura angosciati di fronte a un mondo che fa paura e non riconoscono più. Come amministratori di Pioltello lavoriamo intensamente per aiutare, sostenere, creare opportunità da offrire alle persone in difficoltà, compatibilmente con gli strumenti legislativi e le risorse economiche disponibili. Allo stesso tempo, visto che le possibilità di intervento sono limitate, attingiamo “a piene mani” dal mondo delle associazioni, del volontariato e delle parrocchie, per dare risposte concrete e veloci, ma soprattutto per farci aiutare nel ricostruire quel tessuto sociale che le crisi recenti hanno lacerato in più punti. (...) Il confronto con la multietnicità è una sfida nella sfida, resa ancora più ineludibile per noi di Pioltello dal fatto che sul nostro territoro risiedono cittadini di oltre 100 nazionalità e un terzo dei residenti è di origine straniera. Sfida che accettiamo giorno dopo giorno, lavorando per cercare, e dove non esistono creare, interlocutori affidabili con cui condividere percorsi di integrazione, in uno sforzo continuo di conoscenza e di rispetto reciproci. (...) Particolare attenzione poniamo alle associazioni culturali di stranieri presenti sul nostro territorio, che coinvolgiamo costantemente nelle nostre iniziative e dalle quali veniamo coinvolti, anche per quanto riguarda le feste religiose e nazionali».



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