06 Settembre 2019

Si è chiuso, con la celebre Haka, l'All Blacks Clinic, il campus formativo degli All Blacks, che si è svolto nei giorni scorsi all'Idroscalo e ha permesso a giovani rugbisti, ragazzi e ragazze, giunti da tutta Italia e dall'estero, di allenarsi spalla a spalla con i campioni neozelandesi del rugby, nomi del calibro di Norm Maxwell, Anthony Tuitavake, Evan Crawford e P.J. Williams. E così 38 ragazzi e 4 ragazze hanno avuto l'onore di imparare a eseguirla, guidati da Anthony Tuitavake, 37enne ex ala-centro.
Il campus, organizzato da Rugby Milano, era l’unica tappa italiana del Clinic 2019. Il format ha visto gli iscritti protagonisti di cinque giorni di attività, da lunedì a venerdì, con 12 sessioni di allenamento sul campo e 10 tenute in aula, una full immersion nella cultura rugbistica che ha fatto dei neozelandesi un riferimento e una icona non soltanto sportiva.
Ma non solo rugby: martedì c’è stato anche spazio per una passeggiata sui tetti dell’Highline Galleria Milano e in piazza Duomo, mentre mercoledì una serata aperta ai fan, in cui tutti hanno avuto la possibilità di incontrare Norm, Ants, Evan e P.J.
«Better people make better people» ha sentenziato Norman Maxwell, sottolineando come il primo messaggio che viene divulgato dai campioni neozelandesi si lega al concetto di “gentilezza”. «Si parte da qui per costruire la forza in campo». “Insieme” è l'altra parola chiave. Per spiegarla gli All Blacks usano una canzone Maori, “Tutira mai nga iwi, Tatou ta tou e”, Stand together people, All of us, all of us, ovvero Non siamo mai soli ma prendiamo forza dai nostri compagni.
«Abbiamo migliorato le abilità individuali, abbiamo cantato canzoni Maori, parlato di nutrizione, danzato la Haka» ha aggiunto l’allenatore e coordinatore Evan Crawford. «È stata una fantastica esperienza, ma quello che alla fine abbiamo voluto lasciare a questi giovani atleti è soprattutto la consapevolezza di cosa vuol dire essere un All Blacks».
«Sicuramente gli All Blacks a Milano hanno lasciato il segno, anzi hanno lasciato un’impronta nel cuore di tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa splendida iniziativa» ha commentato a conclusione il presidente biancorosso Sergio Carnovali. «Tutti i volontari di Rugby Milano, i dirigenti, i nostri tecnici che hanno partecipato sono rimasti colpiti dal loro modo di fare. È stata davvero un’esperienza molto positiva per il nostro club».
Eleonora D'Errico



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