11 Maggio 2018

Un dentista, come forse ce ne sono tanti in Italia, ma dal cuore ben più grande che lo spinge, oramai da 8 anni a questa parte, a volare fino in Benin per aiutare una delle popolazioni più povere del mondo. Si chiama Ezio Cavazzini: 60 anni, segratese dal 1964, laureato in Medicina e Chirurgia, con il suo studio a Opera, dove ha sempre lavorato come dentista. Ma è dal 2010 che la sua vita è cambiata, portandolo a viaggiare ogni anno in Africa con la sua valigetta e tanta voglia di aiutare gli altri. «Quell’anno, a una settimana dal suo 50esimo compleanno, il mio migliore amico Silvano Russo venne a mancare improvvisamente» racconta. «Lui e la moglie avevano un’adozione a distanza tramite la Aleimar di Melzo, così, durante il suo funerale, venne raccolto del denaro che sua moglie volle donare alla onlus per costruire nuove aule nella scuola del villaggio di Kpossegan. Ad aprile del 2011, in occasione dell’inaugurazione di questa struttura, decisi di andare anche io, portando con me alcuni strumenti e un po’ di medicinali. Da allora, ogni anno parto per 15 giorni, per tenere viva la memoria di Silvano e per aiutare un popolo che ne ha davvero bisogno». Ogni volta sono più di 500 le persone che si sottopongono gratuitamente alle visite e alle cure di Cavazzini, che negli anni si è specializzato frequentando anche un master in Cooperazione Internazionale odontoiatrica, che l’ha portato a migliorare il suo approccio verso la gente e le cure di cui necessita. Il suo piccolo laboratorio cresce sempre più, con materiali e attrezzature varie che negli anni porta dall’Italia, acquistati grazie alle offerte che i clienti del suo studio italiano devolvono alla causa. Un piccolo aiuto per un grande obiettivo.
Eleonora D’Errico



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