18 Maggio 2018

Sabato 2 giugno alle 16:30, presso la RSA San Rocco di Segrate, si terrà l’inaugurazione della  mostra d’arte aperta al pubblico “Essere tra mare e cielo. La rinascita.”
Protagonista dell’esposizione è il giovane artista Andrea Riga, che ha già partecipato a varie mostre e rassegne sia in Italia che all’estero, ad esempio a Milano, Reggio Emilia, Modena, New York etc. Nato a Crotone nel 1984, Andrea nel 2007 ha vinto il “Premio  Arte Mondadori” e figura tra i 200 artisti invitati a Venezia alla Biennale d’Arte 2011.
La mostra allestita nella nostra Residenza, nella quale saranno presenti sculture e dipinti che vogliono rappresentare artisticamente un collegamento tra l’umano e l’inconscio, è pensata per coinvolgere un pubblico eterogeneo.
Le opere esposte, tra pittoriche e scultoree, saranno 10, e la mostra resterà aperta al pubblico per una settimana, a partire dal 2 giugno, negli orari 10- 12 e 16-18.
Siete tutti invitati. Vi aspettiamo numerosi...

Le opere esposte seguono un percorso di sottile equilibrio tra l’umano e tutto ciò che l’inconscio fa emergere. Si vede un’evoluzione della rappresentazione umana, dalle opere pittoriche, con  vie  di fuga già evidenti dall’iperrealismo che si concentra nella tecnica quasi fotografica del disegno ma non nei soggetti già catturati da un personale percorso interiore: il bambino con gelato e quello con occhi di ametista ci guardano già lontani dalla nostra realtà, la natività e la donna scimmia sono reali ma solo nel loro personale universo, che già appartiene alla dilatazione delle percezioni sensoriali comuni. L’opera di transizione, il bambino nel riccio,  ci fa intravedere il percorso di fusione del reale con un futuro ancora ignoto, la nascita è protetta da lunghi aculei che se difendono fanno anche presagire un distacco da sangue e umori umani per spingersi su piani di sogno ipnotico  con  un emergere forte e  strutturato  della visione interiore. In queste opere del reale già emergono ponti lanciati su mondi in bilico tra corpo, anima e infinito  che si realizzano nelle opere metamorfiche di fusione di tutti gli elementi della natura che inglobano il concetto di uomo come elemento naturale indifferenziato, le essenze naturali si armonizzano a cercare un equilibrio raggiunto nella fusione dei colori. L’uomo si trova così a condividere aria, cielo e terra con una rappresentazione che genera frutti ma senza categorie certe e riconoscibili se non nelle loro forme primarie. L’inconscio ha una  via di fuga nel pesce che nel colore sfida le tenebre di un futuro ignoto e con occhi stroboscopici guarda l’infinito dell’universo che vi si riflette. Qui l’uomo, primordiale creatura marina, riflette nello sguardo un inconscio mondo interiore con  il sogno di inconcepibili universi.
Questo percorso umano si compie e si fonde con l’ordinato caos universale che ci genera e ci riassorbe in precise forme ma nella libertà assoluta delle associazioni.

Emanuela Mangiagalli
 

Angela Marghella (educatrice)


Nell’articolo a fianco il commento alla mostra scritto da
Emanuela Mangiagalli.



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