24 Novembre 2017

Un “arcobaleno” di emozioni, quello vissuto da alcuni Ospiti della Rsa San Rocco i quali si sono recati, insieme alle educatrici, nella scuola dell’infanzia Arcobaleno di Segrate per incontrare i bambini dell’istituto. Una mattinata di festa atta a favorire un legame generazionale, con lo scopo di far conoscere ai bambini i giochi di una volta, quelli con cui i nostri nonni si divertivano da piccoli, quando le possibilità economiche erano minime. Lo svago veniva creato a costo zero, imparando perfino a costruire i giocattoli a partire da semplici materiali reperiti fra gli scarti di falegnameria, da vecchi pezzi di stoffa, dalla cucina o in cantina e tutti i giochi si praticavano all’aria aperta, nelle piazze o nei cortili.
Questo progetto è nato con l’idea di insegnare ai bambini ad avere consapevolezza delle trasformazioni storiche avvenute nell’esperienza del gioco e a dare valore a ciò che sembra superfluo ma che con un po’ di fantasia può creare tanto divertimento.
L’incontro è iniziato con i bambini che hanno voluto accogliere i nonni con una canzone e una piccola coreografia, per poi proseguire con un’intervista atta a conoscere l’infanzia dei nostri ospiti, la loro età anagrafica e il modo in cui si divertivano da piccoli. Non sono mancate le domande bizzarre del tipo “che cosa vorreste fare a 18 anni?”.
A seguire, ed è stato sicuramente il momento più atteso, i nostri nonni hanno avuto il piacere di mostrare alcuni dei giochi costruiti proprio da loro nei giorni precedenti all’incontro.  Ne hanno spiegato l’uso e si sono divertiti insieme ai bimbi, inscenando vere e proprie sfide con i giocattoli creati con i materiali più semplici, che sono stati comunque molto apprezzati.
I nonni si sono mostrati entusiasti di aver partecipato e di aver trasmesso la voglia e la capacità di giocare con cose semplici e i bambini si sono dimostrati grati e felici di aver condiviso questo momento di svago. A rendere più magico l’incontro è stato certamente il momento degli abbracci, dei baci e del girotondo fatto insieme. Un’esperienza certamente da ripetere per nonni e bambini.

Angela Marghella (educatrice)
 



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