02 Dicembre 2016

Quando i nostri nonni erano giovani, il Natale non era sicuramente quello consumistico dei tempi moderni.
Ci raccontano qualcosa i nostri ospiti, che hanno partecipato al progetto arcobaleno, in collaborazione con la scuola materna di Rovagnasco, che ha offerto loro la possibilità di narrare come trascorrevano il Natale quando erano piccoli.
Il racconto comincia così: il Natale era una festa in cui si sentiva soprattutto il calore e l’affetto della famiglia, era l’occasione per potersi riunire tutti, era insomma una festa speciale. Il Natale non era solo il giorno in cui Babbo Natale portava i regali ai bambini bravi, era il giorno in cui si aspettava la mezzanotte del 24 Dicembre per festeggiare la nascita di Gesù Bambino. Ci si scambiavano gli auguri e si andava vestiti a festa, indossando comunque quelli che erano i vestiti smessi dai fratelli maggiori, che la mamma o le nonne rammendavano con cura affinché sembrassero nuovi.
L’abbigliamento era povero: zoccoli di legno ai piedi, i maglioni venivano fatti a mano e i pantaloni erano corti alla zuava e i cappotti venivano rivoltati dal lato meno consumato per sembrare nuovi.
Magico era il momento in cui si decorava tutti insieme l’albero di Natale. Le decorazioni erano candele, arance, e mandarini, al posto delle moderne decorazioni, e caramelle e disegni venivano appesi con il filo che la mamma utilizzava per cucire. I fiocchi da appendere  all’albero si realizzavano con la carta colorata ritorta.
A quei tempi, raccontano i nostri ospiti, non ci si potevano permettere regali costosi. A volte i doni venivano costruiti dai nonni, come ad esempio il monopattino in legno costruito dal nonno del nostro ospite Umberto. Era composto da una tavola su cui doveva appoggiare il piede, sotto veniva inserito un ferro alle cui estremità erano fissati due cuscinetti rotanti. Un’altra tavola , posizionata in verticale, serviva per fissare il manubrio. Un regalo a dir poco straordinario e innovativo per quei tempi fu la bambola di celluloide, ricevuta dalla nostra ospite Michelina, che ci racconta che dalla felicità di aver ricevuto questo dono si arrampicò sulla scala e cadde, tanto da dover chiamare il dottore. A quei tempi il dottore faceva visita nelle case. Per fortuna non fu nulla di grave ma  solo un grandissimo spavento.Caratteristico del giorno di Natale era il momento in cui, dopo aver mangiato tortellini in brodo, cappone ripieno, insalata e frutta come mandarini, arance e castagne, si giocava tutti insieme alla tombola. Le cartelle erano di cartoncino e i numeri venivano coperti con i fagioli, o con chicchi di grano o  bucce di mandarino o arance. L’atmosfera natalizia ai nostri tempi era speciale, riferiscono i nostri ospiti. Gli abeti erano ricoperti di neve, mentre in casa il grammofono suonava a giri di manovella. Il camino illuminava la stanza mentre i ceppi bruciavano e il calore della famiglia riempiva i cuori di felicità.
 



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