26 Maggio 2017

Questo mese abbiamo pensato di dedicare questo spazio a una collega che alla fine del mese  taglierà il sospirato traguardo del meritato riposo con l’inizio del periodo della pensione. La Signora Maria Vieira è sempre stata una figura di riferimento per ospiti e  operatori. Incontrandola, abbiamo capito il perché dell’affetto che tutti le riservano da molti anni. Maria infatti  si presenta come una persona solare, disponibile, ma soprattutto con un cuore grande. Questi aspetti del suo carattere l’hanno aiutata ad affrontare i le situazioni più complicate e intense della sua vita, che ha voluto raccontarci durante l’intervista.
“Maria, innanzitutto ti ringraziamo per aver accettato di condividere con noi questo momento, che per te rappresenta un importante punto di arrivo. Partiamo dall’inizio, raccontaci un po’ di te...”
“Grazie a voi, per me è un piacere! Sono nata nel 1951 nelle isole di Capoverde, dove ho vissuto fino alla fine della mia adolescenza. A causa delle vicissitudini della vita, ho dovuto lasciare la mia patria e raggiungere l’Italia, dove già vivevano le mie sorelle. In Sicilia ho conosciuto l’amore della mia vita, che dopo poco diventò  mio marito, con il quale ho avuto tre figli. Ho trascorso i primi anni della vita matrimoniale seguendo la crescita dei miei figli. Mi occupavo di loro e nel contempo mi impegnavo a svolgere alcuni lavori saltuari come la baby sitter, per aiutare economicamente in famiglia. In seguito, proprio per assecondare la voglia di accudire il prossimo, mi sono iscritta al corso Asa, organizzato dalla regione.  Subito dopo aver preso il diploma ho iniziato a lavorare presso alcune Case di Riposo e nel contempo a svolgere anche un servizio domiciliare per  seguire anche casi complessi di persone che necessitavano di molta attenzione e di essere seguiti quotidianamente a causa delle loro patologie. Questa esperienza mi ha fatto capire che la scelta di lavorare per le persone bisognose, è stata la più giusta che potessi fare! Svolgere questa attività mi faceva sentire utile e particolarmente soddisfatta, specialmente quando vedevo negli occhi dei miei assistiti una luce di gioia e di riconoscenza”.
A questo punto la stanza si riempie per qualche istante di silenzio  e notiamo che Maria si emoziona ricordando tutti i volti delle persone che ha aiutato.
“Ma come mai hai lasciato la tua seconda casa, la Sicilia, per trasferirti a Milano?”
“È stata una scelta difficile... Nonostante fossimo riusciti a comprarci una casa di proprietà a Caltagirone, abbiamo dovuto abbandonare la Sicilia, perché l’attività di mio marito è entrata in crisi. Dopo un primo momento di sconforto, durante il quale io non volevo lasciare la Sicilia, per amore ho accettato di seguire mio marito che voleva ricominciare a rifarsi una vita professionale altrove. Fortunatamente, giunto a Milano, mio marito ha trovato subito casa e lavoro e dopo poco tempo io e i miei bambini l’abbiamo raggiunto”.
“Arrivata a Milano, immaginiamo che avrai iniziato subito a cercare lavoro. Come sei arrivata nella nostra Residenza, “Il Melograno”?
 “Dopo vari lavoretti, ho saputo da conoscenti che avevano appena aperto una struttura a Cassina de’ Pecchi e quindi ho pensato di presentare domanda. Sono stata fortunata, mi hanno preso praticamente subito. E da allora sono trascorsi già 16 anni. Ho visto crescere questa Residenza, ho conosciuto tante persone che sono state ospiti presso di noi, oltre alle loro famiglie. Di molte porto nel cuore un ricordo indelebile, ma di tutte sono stata felice di averle servite, curate, e in alcuni momenti di aver raccolto anche le loro gioie e i loro dolori. Quando si lavora a stretto contatto con le persone si capisce che la fortuna di questo lavoro è quella di contribuire a fare del bene, una piccola grande missione che desidero lasciare in “eredità” a tutte le mie colleghe nella speranza, che è una certezza per come le conosco, che sapranno sicuramente proseguire in questo cammino. Posso infine dire che è molto più quello che ho gratuitamente ricevuto da tutti gli ospiti di quello che ho saputo dare loro. Vado in pensione ma non “stacco” con il cuore, la RSA Melograno rimane ed è parte della mia vita.



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