19 Ottobre 2018

Teresa Auriemma, la nuova nonna della RSA San Rocco, ha compiuto 101 anni lo scorso 13 settembre. Nata nel 1917 a Santa Maria di Capua Vetere, proviene da una famiglia benestante di estrazione nobile, composta da 8 figli.
Teresa ha vissuto in un palazzo nobiliare e ha avuto la fortuna di condurre una vita agiata e piena di privilegi.  
Frequentò  un collegio per nobili fanciulle fino all’età di 14 anni, dove imparò a cavalcare e a suonare il piano forte.
Con occhi lucidi ed emozionati, di quegli anni ricorda in particolare, il giorno in cui il cocchiere di famiglia condusse lei e le sue sorelle a fare un giro in carrozza in paese; arrivate nella villetta comunale ebbe il piacere di conoscere un bellissimo Ufficiale di marina di nome Nicola da cui rimase subito colpita. Da quel giorno, Nicola, iniziò a corteggiarla e a mostrare il suo interesse per questa bellissima fanciulla. L’amore, era già nell’aria e di li a poco, il signor  Nicola  si presentò ai familiari di Teresa con l’intenzione di chiedere la mano della sua amata.
Nel 1942 si sposarono. «Fu un bellissimo matrimonio» racconta Teresa. «La cerimonia si svolse all’interno della cappella del palazzo nobiliare in cui vivevo, e quando facemmo un giro sulla carrozza, trainata da cavalli bianchi, lungo tutto il paese, mi sentii una principessa».
Poco dopo il matrimonio arrivò la prima gioia, una bambina che raddoppiò la loro felicità.
Purtroppo però, nel 1943, anni in cui si vivevano gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, il signor Nicola, essendo Ufficiale di marina, fu chiamato alle armi e dovette abbandonare Teresa per recarsi a Trieste, dove si imbarcò come sommergibilista. Per un periodo, che sembrò interminabile, Teresa, non ebbe notizie di suo marito, e senza chiedere il permesso alla famiglia, decise di partire da sola con in braccio la sua piccola bambina, per la volta di Trieste. Fortunatamente, il destino, volle che i due coniugi si ricongiungessero e che iniziassero una nuova vita insieme in una nuova casa.
 «Erano tempi duri quelli della guerra. La nostra nuova casa venne anche bombardata» racconta Teresa. «Mio marito dovette addirittura vendersi le scarpe pur di mandare avanti la famiglia» .
Un episodio, che Teresa racconta ancora con emozione e sollievo è quello di quando il marito, richiamato nuovamente alle armi, a causa di coliche renali, non poté imbarcarsi. Poco dopo seppero che quel sommergibile affondò.
Ancora una volta, il destino, volle mantenere unita questa famiglia, coronando il sogno di avere ancora altri due figli e di ritornare al paese di nascita.
Un amore fatto di rispetto, dedizione e complicità quello fra Teresa e Nicola.«Mio marito non mi ha mai mancato di rispetto, non ha mai sottomesso il mio essere donna e mi ha sempre tenuta in considerazione sulle decisioni da prendere. Ci siamo amati tanto e ancora oggi il suo ricordo è vivo nella mia memoria e nel mio cuore».
Ma qual è il segreto di una vita così longeva? «Essere onesti, sempre, perché si viene sempre ripagati. E soprattutto amare e sentirsi amati nonostante gli ostacoli della vita. Ecco, è questo il vero segreto».

Angela Marghella (Educatrice)



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